Piazza Tahrir, Il Cairo

EGITTO: SCONTRI PIAZZA TAHRIR – Dopo una pausa nel primo pomeriggio, quando la polizia si era ritirata da via Mohamed Mahmoud, la strada laterale a Piazza Tahrir che porta al Ministero dell’Interno, gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine sono ripresi due ore dopo. La calma era stata raggiunta grazie all’intervento di alcuni sheikh, che hanno mediato tra manifestanti e agenti di polizia, con tanto di immagini riprese da Al Jazeera che hanno mostrato strette di mano tra giovani egiziani e poliziotti e perfino passi di danza improvvisati da varie persone. La tregua è però durata appena due ore. Gli scontri sono ripresi, la polizia è tornata a sparare lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno lanciato pietre. In via Mohamed Mahmoud si sono uditi anche degli spari.

Anche oggi si sono registrati morti al Cairo, da quattro a sei, secondo fonti ufficiali, ma potrebbero essere molti di più. La notte scorsa Mohammed El Baradei, Premio Nobel per la Pace ed ex direttore dell’Aiea (l’Agenzia internazionale per l’energia atomica) che potrebbe diventare il nuovo premier egiziano, ha denunciato dal suo profilo Twitter che “è in corso un massacro”: “Gas lacrimogeni con agente nervino e munizioni vere vengono usati contro i civili a Piazza Tahrir”, ha scritto El Bardei.

L’utilizzo di gas nervini nei lacrimogeni è stato tuttavia smentito dal Ministro della Salute del Cairo, Amr Helmi. “Anche il personale paramedico del ministero della Salute che lavora a piazza Tahrir è stato esposto ai gas e non ha mostrato sintomi inusuali”, ha aggiunto il ministro, che ha comunque detto di aver istituito una commissione per analizzare campioni di gas utilizzati contro i manifestanti.

Il Consiglio di pace e di sicurezza dell’Unione Africana ha espresso oggi profonda preoccupazione per le violenze al Cairo degli ultimi giorni. In un comunicato, l’organizzazione ha manifestato dolore per la perdita di vite umane, quindi ha chiesto alle parti coinvolte, autorità militari di transizione e forze di sicurezza, di ritirarsi per evitare un ulteriore spargimento di sangue. “Tutti gli egiziani devono lavorare insieme per completare il periodo di transizione in corso e assicurare il risultato chiesto dal popolo”, ha concluso il comunicato.

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