Egitto: ancora morti al Cairo, nuovo governo entro tre giorni

Manifestanti in piazza Tahrir al Cairo

EGITTO: SCONTRI E NUOVO GOVERNO – Non si placano le tensioni in Egitto. Oggi, nel corso delle proteste contro il Consiglio supremo delle forze armate, si sono registrate ancora nuove vittime al Cairo: una persona è morta dopo essere stata colpita da un proiettile, durante una carica della polizia per disperdere i manifestanti davanti al Consiglio dei ministri egiziano; mentre un’altra è morta per le gravi ferite riportate dopo essere stata investita da una camionetta delle forze dell’ordine, impegnata con altri veicoli nello sgombero di un sit-in di manifestanti davanti ai palazzi del governo.

Oggi, il capo della diplomazia dell’Unione europea, Catherine Ashton, ha chiesto la cessazione delle violenze in Egitto: “La violenza deve cessare e deve essere mantenuto il primato del diritto”, ha esortato in un comunicato la Ashton.

Intanto, il nuovo governo egiziano sta per insediarsi: oggi il primo ministro incaricato, Kamal al-Ganzouri, dopo aver incontrato alcune delegazioni di giovani di piazza Tahrir, ha annunciato che il nuovo governo giurerà entro tre giorni. Ganzouri oggi ha incontrato giovani appartenenti a diversi gruppi, tra cui la Coalizione per la Rivoluzione dell’Egitto Libero, L’Unione Generale della Rivoluzione, l’Unione dei Rivoluzionari Egiziani, il Movimento Giovanile dei Fratelli Musulmani e l’Associazione Nazionale per il Cambiamento di Mohamed El Baradei. Obiettivo dell’incontro sarebbe stato quello di ascoltare i pareri dei giovani egiziani sulla formazione del nuovo governo.

Riguardo a Mohamed El Baradei, Premio Nobel per la Pace ed ex segretario generale dell’Aiea (l’Agenzia internazionale per l’energia atomica), i partiti islamici, coinvolti nella protesta di piazza Tahrir contro i militari al potere, si sono espressi contro la proposta di un “governo di salvezza nazionale” con El Baradei Primo Ministro. La coalizione degli “islamici liberali”, che raggruppa 22 movimenti, starebbe preparando un comunicato ufficiale per respingere la nomina di El Baradei.

I movimenti islamici, ha spiegato Khaled Said, coordinatore dei salafiti, ritengono che i partiti politici starebbero cercando di ottenere dei vantaggi non partecipando alle manifestazioni di piazza. Prima della nomina di qualunque nuovo leader, gli islamici pretendono di essere consultati, ha sottolineato.

 

Redazione