New York, Occupy Wall Street contesta Obama: “Fantoccio delle grandi aziende”

Barack Obama

OCCUPY WALL STREET – Ieri il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è recato a New York per partecipare ad un evento per la raccolta di fondi per la sua campagna elettorale. I manifestanti di “Occupy Wall Street” non si sono lasciati sfuggire l’occasione di esprimere il loro forte disagio per la grave crisi economica che sta sconvolgendo gli Stati Uniti e il mondo e contestare il Presidente.

Un centinaio di attivisti ha raggiunto l’Hotel Sheraton dove Obama soggiornava, sulla Settima Avenue, all’angolo con la 53/a strada. L’area era stata già transennata dalla polizia, che ha sempre tenuto d’occhio i manifestanti, scortandoli in forze sul loro cammino. Gli attivisti hanno suonato tamburi e fischietti e scandito slogan contro il Presidente, brandendo cartelli con le scritte: “Obama, da che parte stai?”, “Obama è un fantoccio delle grandi aziende”, oppure “un burattino in mano alle corporations”. “Il presidente Obama viene in città solo per raccogliere denaro tra i più ricchi dei ricchi“, ha detto Ben Campbell, uno dei giovani organizzatori della protesta. Campbell ha poi aggiunto che alle presidenziali del 2012, molto probabilmente, voterà per Obama, ma il movimento di “Occupy Wall Street”, per essere credibile, deve richiamare alle loro responsabilità sia i democratici che i repubblicani. Un altro organizzatore, Mark Bary, gli ha fatto eco dicendo che alle elezioni si crea “un serio conflitto di interessi, quando i politici, di ogni schieramento, raccolgono una grande parte dei contributi per la loro campagna da istituzioni finanziarie e aziende a cui dovrebbero poi dettare regole“.

Questa è la prima volta che “Occupy Wall Street” contesta apertamente il Presidente Obama, peraltro già contestato da altri “indignati” americani la settimana scorsa durante una visita in New Humpshire. Gli Stati Uniti sono dunque in fibrillazione, stretti nella morsa della crisi e di una povertà dilagante che non ne vuole sapere di arretrare, mentre i banchieri, salvati con i soldi dei contribuenti, intascano bonus miliardari e mettono a punto le loro manovre speculative sull’euro.

 

Redazione