Inchiesta San Raffaele, Don Verzé scrive ai magistrati di Milano: “Mi sento come Cristo sulla croce”

L'ospedale San Raffaele di Milano

SAN RAFFAELE: DON VERZE’ SCRIVE A PM MILANO – Finito nell’occhio del ciclone dopo il suicidio del suo ex braccio destro Mario Cal e in seguito alle indagini avviate sui bilanci del San Raffaele di Milano, Don Luigi Verzé scrive ai magistrati che stanno cercando di fare luce sulle dissestate finanze dell’ospedale del capoluogo lombardo. “Mi offro al guidizio di tutti – scrive il sacerdote – e rivendico l’intera responsabilità morale e giuridica di quanto avvenuto per il San Raffaele”.

I conti della struttura sanitaria sono infatti finiti sotto la lente di ingrandimento dei pm di Milano, che hanno chiesto il fallimento della struttura e hanno aperto un’inchiesta per bancarotta.
Don Verzé, che nella lettera sottolinea come “nulla di quanto essenzialmente connesso alla funzionalità del San Raffaele” gli sia “estraneo, si dice all’oscuro delle modalità con cui “Cal abbia gestito nei particolari la sua funzione”, tuttavia ritiene che il suo ex collaboratore non “abbia agito nel suo personale interesse”.

Il sacerdote chiude scomodando addirittura Cristo per spiegare la sua posizione. “Ora so – dice – cosa significa essere Cristo tempestato da insulti, sulla croce. Fa parte del mio programma sacerdotale”.

T.D.C.