Prostituzione e lotta allo sfruttamento vengono inasprite in Francia: colpita l’industria del sesso

FRANCIA LOTTA ALLA PROSTITUZIONE E SFRUTTAMENTO – Tempi duri per l’industria del sesso in Francia. L’Assemblea Nazionale, l’omologo transalpino della nostra Camera dei Deputati, discuterà nella giornata di martedì 6 dicembre una risoluzione sull’abolizione della prostituzione, materia già lambita dalla legge Marthe Richard e dall’ eliminazione delle case chiuse avvenuta nel 1946. La proposta di legge è stata presentata da un’apposita commissione parlamentare contro la prostituzione, presieduta dalla deputata del Partito Socialista Danielle Bousquet. Quest’ultima ha dichiarato che l’obiettivo primario del progetto abolizionista non è quello di “reprimere la prostituzione, ma di andare verso un mondo in cui essa non esista più (…)”. “Bisogna riconoscere a queste donne il diritto di non prostituirsi”, ha affermato la deputata. Secondo la Fondazione Scelles, volta alla promozione del rispetto della dignità umana, l’80% delle imprese del mondo della pornografia e della prostituzione sono controllate o finanziate dalla criminalità organizzata. “La prostituzione genera in Francia un giro d’affari annuale di 3 miliardi di Euro” ha dichiarato il presidente della Fondazione, Yves Charpenel, avvocato generale presso la Corte di Cassazione. Inoltre, la risoluzione che verrà presentata in parlamento si basa su un rapporto della Commissione delle Leggi Pubbliche dell’aprile 2011, nel quale viene posta l’attenzione sul binomio “mercato del sesso-tratta delle nuove schiave”: in base ai dati della commissione, su 20000 prostitute censite in Francia più del 90% provengono da realtà quali la Romania, la Bulgaria, la Nigeria e la Cina, paesi in cui il traffico di esseri umani è rappresenta un indegno business.
La proposta di legge mira al rafforzamento della lotta contro lo sfruttamento della prostituzione anche mediante la responsabilizzazione dei clienti, affermando l’idea che vendere prestazioni sessuali non possa e non debba essere considerato un mestiere. Tra l’altro la Francia è il paese con la legislazione più repressiva in Europa in materia di prostituzione: essa considera infatti sfruttamento della prostituzione anche l’istigazione a vendere il proprio corpo e punisce coloro che mettono a disposizione degli immobili per la realizzazione di qualsiasi tipo di traffico sessuale. E’ passibile di denuncia anche l’adescamento on line. In base agli art. 225-5 del Code pénal “il fatto di aiutare, di assistere o di proteggere la prostituzione altrui in qualsiasi maniera è punito fino a 7 anni di prigione”.

Flavia Lucidi