Rai, accolta la richiesta di rinvio a giudizio di Minzolini per peculato: processo al via a marzo

Augusto Minzolini

RAI: MINZOLINI RINVIATO A GIUDIZIO PER PECULATO – In questi mesi si è parlato più volte dell’istruttoria aperta dalla procura della Corte dei Conti e dalla successiva inchiesta avviata dai magistrati di Roma in merito agli acquisti sfrenati effettuati da Augusto Minzolini con la carta di credito gentilmente offerta dai contribuenti. Il direttore del Tg1 ha speso nel giro di un anno o poco più quasi 87mila euro, finiti sotto la voce spese aziendali di viale Mazzini. Giusto per rendere l’idea, gli altri trenta direttori di primo livello non sono riusciti a raggiungere questa cifra neanche mettendo insieme tutte le loro spese e si sono fermati ad una somma decisamente inferiore. Minzolini, che ha restituito alla Rai 68mila euro, si è difeso dichiarando che si è trattato di spese autorizzate dall’azienda ma Mauro Masi, all’epoca dei fatti dg di viale Mazzini, si è detto all’oscuro di tutto.

Quasi due mesi fa la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio del direttore del Tg della rete ammiraglia della Rai e oggi la richiesta è stata accolta dal gup, che ha fissato l’inizio del processo per peculato all’8 marzo prossimo.

Il diretto interessato, da parte sua, grida per l’ennesima volta al complotto e alla persecuzione. “Viviamo in una società di trogloditi – dichiara – Volevano farmi saltare dal Tg1 in occasione del voto di fiducia al senato il 14 dicembre dell’anno scorso. Non sopporto che vengano utilizzati strumenti così per raggiungere l’obiettivo”.

Nel frattempo la Rai, attraverso un comunicato diffuso nel pomeriggio, rende nota la decisione di costituirsi “parte civile per il danno di immagine e per i residuali profili di danno non patrimoniale”.

T.D.C.