Fiori di Bach, per curarsi in modo naturale con la fitoterapia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:32

FIORI DI BACHEdward Bach è stato un medico gallese nato alla fine del 1800. Le sue prime esperienze in medicina lo hanno videro occuparsi di chirurgia presso la struttura ospedaliera dell’University College. Dopo un breve periodo i suoi interessi si spostarono verso la branca della batteriologia, dove iniziò ad occuparsi specificamente di fitoterapia. Secondo Bach un paziente doveva essere curato a 360 gradi, occupandosi non solo della malattia, ma a tutto quello che ruotava intorno al suo malessere, anima, corpo e spirito.

Egli quindi procedette all’individuazione di 38 fiori dividendoli in 7 categorie:
Fiori per la paura, per i dubbi, per lo scarso interesse verso il presente, per la solitudine, per l’ipersensibilità, per l’avvilimento, per l’avversione verso il prossimo.

La preparazione più conosciuta è senza dubbio il Rescue Remedy, che fornisce un aiuto nelle situazioni estreme di disagio dovuto a stress o senso di angoscia o panico. Esso è composto da cinque essenze: Cherry Plum, Clematis, Impatiens, Rock Rose, Star of Bethlehem.

I fiori hanno un aspetto denso e vanno allungati con l’alcol, per evitare il deterioramento e con l’acqua. In sostituzione dell’alcol è possibile utilizzare anche brandy o cognac. Il tutto va preparato in contenitori con una capienza di 30 ml. Naturalmente per la preparazione e l’eventuale assunzione è assolutamente indicato rivolgersi al farmacista o all’erborista di fiducia.

La terapia basata sui fiori di Bach, non contrasta l’uso dei farmaci usuali e non da luogo ad effetti indesiderati, tanto da essere approvata dall’Organzzazione Mondiale della Sanità ed essere affiancata come supporto nei trattamenti classici somministrati agli individui affetti da Aids ed ai malati di cancro.

Marco Galluzzi