Manovra, in forse l’imposta sui capitali rientrati con lo scudo fiscale

MANOVRA: IN BILICO TASSA CAPITALI SCUDATI – Mentre gli occhi di mezzo mondo sono puntati su Bruxelles, dove si sta svolgendo il vertice tra i leader dell’Ue che dovrebbe portare all’accordo per il salvataggio della zona euro, l’attenzione dell’opinione pubblica italiana è concentrata soprattutto sulla manovra economica varata dal governo nei giorni scorsi, che sta scatenando una valanga di polemiche. Oltre alla Lega Nord, sin dall’inizio contraria all’esecutivo tecnico di Monti, sono particolarmente critici i sindacati e i partiti come Idv e Sel, che accusano il premier e i suoi di aver infierito sulle fasce più deboli della popolazione, non colpendo invece i ceti abbienti.

Una delle (poche) norme previste dal testo che riguarderebbe i ricchi è quella che prevede un’imposta (una tantum pari appena all’1,5%) sui capitali scudati, cioè sulle somme di denaro depositate su conti stranieri e fatti rientrare in forma anonima in Italia grazie allo scudo fiscale. Ma ora anche questa misura potrebbe sfumare o comunque subire alcune modifiche, poiché i tecnici di Montecitorio hanno espresso forti dubbi in merito alle concrete possibilità di attuazione dell’imposta. Nella relazione del Servizio Bilancio si rileva che “i capitali già emersi” potrebbero già essere stati impiegati per altre attività o il contribuente potrebbe aver “«spostato la sua posizione presso un altro intermediario”, pertanto la tassa “potrebbe non trovare applicazione“. I tecnici della Camera aggiungono inoltre che sono necessari “chiarimenti” in merito alla “compatibilità di tale segnalazione con la garanzia di anonimato” prevista dallo scudo fiscale.

T.D.C.