Crisi economica, vertice Ue: David Cameron e Mario Monti studiano riforma più ‘soft’

David Cameron e Mario Monti

CRISI ECONOMICA – Il premier Mario Monti ha ieri incontrato a Milano il segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner e, forte dell’appoggio della Casa Bianca che ha dato l’ok alla manovra e rinnovato la fiducia nelle capacità economiche del Bel Paese, si è recato a Bruxelles con l’intenzione di svolgere un ruolo tutt’altro che marginale. La posizione del Professore all’interno del vertice salva-euro è quella di non far sfaldare l’Europa dei 27, evitando la scissione dei 17 Paesi di Eurolandia e l’indebolimento del metodo comunitario. Il professore della Bocconi cerca di appoggiare il tentativo di Commissione e Consiglio europeo, retti da Josè Manuel Barroso e Herman Van Rompuy, di dare celere attuazione alle regole per il rafforzamento della disciplina di bilancio, mentre l’asse ‘Merkozy’ spinge verso una modifica piùm sostanziosa dei trattati, ipotesi cui si oppone fermamente la Gran Bretagna che minaccia di porre il suo veto. “Bisogna partire dalle regole che ci sono già – dichiarano fonti della delegazione italiana a Bruxelles – senza con ciò escludere parallele modifiche dei trattati”. Berlino, dal canto suo, chiede una modifica più integrale dei trattai e si oppone alla creazione di un unico fondo europeo salva-Stati: un disegno cui si oppone l’Italia, poichè una revisione di Maastricht richiederebbe tempi troppo lunghi e di certo i mercati non resteranno ad aspettare. Inoltre, con questo percorso, si rischia di lasciare fuori la Gran Bretagna di Cameron, con cui il neo premier italiano ha tenuto un incontro a due prima del vertice Ue. David Cameron chiede una riforma più blanda per non mettere in crisi l’apparato finanziario inglese e in ciò troverà il sostegno del Professore che strizza l’occhio Oltremanica…

 

Luigi Ciamburro