Lega Nord, Roberto Calderoli: “Stiamo scivolando verso un regime”

Roberto Calderoli in Senato

 

 

LEGA NORD – Mentre l’attenzione politica dei mass-media è totalmente rivolta al vertice salva-euro di Bruxelles, la Lega Nord prosegue la sua battaglia contro la manovra Monti che a breve avrà i suoi concreti risvolti negativi sulla vita degli italiani. Il Carroccio ha presentato ieri la pregiudiziale di costituzionalità al decreto sulla manovra, per via della soppressione delle province, delle nuove tasse con effetto retroattivo e per la modifica del sistema pensionistico, da ritenersi contrastanti con le varie sentenze al riguardo della Corte Costituzionale.

“Con la mancata indicizzazione delle pensioni superiori due volte la minima e l’aumento del 2% dell’iva – avverte Massimiliano Fedriga, Capogruppo della Lega Nord in Commissione Lavoro – nel 2013 un pensionato che percepisce 1000 euro lorde al mese nella sostanza percepirà una mensilità in meno. Già nel 2012 il taglio che dovrà sostenere questo pensionato sarà comunque di 500 euro”. Un provvedimento costituzionalmente ‘ingiusto’ che nulla ha a che fare con la tanto sbandierata equità scandita a chiare lettere dal neo premier Mario Monti. “Mi domando -continua il leghista Fedriga – come ci sia ancora qualcuno che possa definire questo decreto equo quando colpisce così pesantemente le fasce più deboli della popolazione. Se sommiamo poi l’Ici, l’aumento dell’accisa sulla benzina e tutto il pacchetto di tasse e tagli messi in atto dal governo Monti sarà un miracolo se un pensionato potrà arrivare a fine mese”.

L’ex presidente Silvio Berlusconi ha chiesto di porre la fiducia sul decreto, motivo per cui, secondo il Carroccio, la manovra è sbagliata a priori. E l’ex ministro Roberto Calderoli manda giù duro: “Qui non siamo solo davanti ad una questione di numeri e di conti ma siamo di fronte ad una questione di democrazia, una democrazia che con la complicità di tutti è stata sequestrata e stiamo pericolosamente scivolando verso un regime”.

Sempre nella giornata di ieri la Lega Nord, per mezzo del senatore Piergiorgio Stiffoni, ha chiesto il commissariamento dei vertici Rai con l’azzeramento di tutti i dirigenti, al fine di promuovere una campagna di ‘risanamento’ e ‘moralizzazione’. Nell’interrogazione parlamentare della Lega l’indice viene puntato in particolar modo contro l’attuale direttore generale dell’azienda: “Lo scorso ottobre – si legge nell’interrogazione – l’attuale direttore generale della Rai, Lorenza Lei, in piena crisi per il Paese e anche per l’azienda, ha richiesto un aumento di stipendio di 330 mila euro, ovvero di adeguare il suo allora esiguo compenso di 420 mila euro a quello del suo predecessore Masi che era di 730 mila. Purtroppo per lei il cda ha ritenuto sufficiente incrementarlo fino a 650 mila euro. La scandalosa richiesta – conclude la nota di Stiffoni – sarebbe tale anche se non fossimo in piena crisi, ma lo è ancora di più perchè, nel momento in cui è stata avanzata, la stessa Lei si apprestava a discutere in merito ad un piano di ristrutturazione aziendale con pesanti ricadute di livelli occupazionali”.

 

Luigi Ciamburro