Pillola contro il cancro alle suore: ricercatori australiani chiedono l’utilizzo al Vaticano

PILLOLA ANTICONCEZIONALE ALLE SUORE – L’autorevole rivista medica anglosassone, The Lancet, ha ospitato di recente l’articolo di due ricercatori australiani secondo i quali il Vaticano dovrebbe consentire alle religiose cattoliche di utilizzare la pillola anticoncezionale. La ragione ? Prevenire il rischio di cancro al seno, alle ovarie e all’utero, una «piaga» sempre più diffusa fra le suore cattoliche. A farsi portavoce di questa richiesta sono stati Kara Britt, dell’università di Monash, e Rogert  Short, dell’Università di Melbourne.

Secondo i due ricercatori, avendo fatto voto di castità, le suore sono particolarmente soggette al rischio di contrarre un cancro. La loro vulnerabilità, infatti, dipenderebbe dal maggior numero di cicli mestruali rispetto a quelli avuti dalle donne che hanno portato a termine delle gravidanze ed hanno in seguito allattato il loro figli. Ogni fattore che influsca sulla durata dei cicli mestruali, come un’entrata precoce nell’età della pubertà, o l’arrivo tradivo della menopausa, aumenta potenzialmente nelle donne il rischio di ammalarsi di cancro.

Pur ricordando i rischi collaterali di un uso frequente della pillola anticoncezionale, come la trombosi, i due ricercatori sono dell’avviso che l’uso della pillola possa essere prescritto come misura di prevenzione contro il cancro. «Se la Chiesa cattolica permettesse alle sue religiose di ottenere la pillola contraccettiva gratuitamente, si ridurrebbe il rischio » che queste possano contrarre il cancro alle ovaie e all’utero, scrivono Kara Britt e Rogert Short sulle colonne di The Lancet.

Già in passato alcuni teologi avevano espresso un avviso positivo sull’uso del contraccettivo per le religiose che operano in contesti estremamente pericolosi, in cui elevato è il rischio di violenze ed abusi sessuali. Stavolta, però, l’articolo redatto dai due studiosi non fa riferimento all’uso della pillola per evitare gravidanze indesiderate, ma solamente alle sue supposte qualità di medicinale preventivo contro il terribile «flagello» del cancro. Il Vaticano non ha ancora espresso chiaramente la sua posizione in rapporto all’articolo, ma sono in molti a pensare che questo silenzio verrà presto interrotto da un rifiuto categorico.

 

Flavia Lucidi