Crisi, il cauto ottimismo della Merkel al Bundestag: “Con nuove regole l’Ue ce la può fare”

La cancelliera tedesca Angela Merkel

CRISI: MERKEL CAUTAMENTE OTTIMISTA SU FUTURO UE – E’ improntato ad un cauto ottimismo il discorso che la cancelliera Angela Merkel ha tenuto nel primo pomeriggio al Bundestag. Vista l’accoglienza non troppo positiva riservata dai mercati all’esito del vertice Ue, l’argomento centrale non può che essere la crisi dei debiti sovrani.

La cancelliera tedesca ha iniziato il suo intervento in Parlamento spiegando che vista l’eccezionalità della congiuntura che l’Europa sta attraversando “serve risposta diversa”. La Merkel dichiara che “una temperatura più elevata non si può misurare con gli strumenti presenti”, quindi occorre “elaborare un nuovo trattato a cui partecipi la maggioranza dei 27 o comunque almeno i 17 dell’euro”. “Avremo una base contrattuale di trattato – aggiunge – che dovrà essere pronta in marzo e ratificata al più presto possibile”. La cancelliera aggiunge che “anche il Parlamento europeo dovrà essere coinvolto nel processo di elaborazione del trattato” e che “ogni stato che lo vorrà potrà associarsi”. “Vogliamo fare il possibile – chiarisce – per andare verso l’unione fiscale e di stabilità”.

Poi un accenno alla Gran Bretagna, che è stata l’unica a non sottoscrivere l’intesa raggiunta a Bruxelles: la cancelliera si dice infatti dispiaciuta di quest’assenza e precisa che comunque Londra “resta un partner importante per l’Ue in molti ambiti”.

La Merkel parla inoltre del futuro dell’Europa e delle concrete possibilità per i Paesi dell’eurozona di superare la crisi, utilizzando toni prudenti ma comunque abbastanza fiduciosi. “Il superamento della crisi – dice – è un processo che durerà anni: ci saranno ricadute ma non dobbiamo lasciarci scoraggiare. Se non ci lasceremo scoraggiare l’Ue supererà la crisi e ne uscirà più forte“.

Ma perché l’Europa ce la faccia occorre dotarla di una nuova base normativa. “Nei trattati – insiste – servono regole precise: non solo sanzioni ma anche passi vincolanti concordati tra commissione e stati membri”.

La Merkel ha infine previsto lo stanziamento complessivo, tra il contributo della Bce e quello del Fmi, di 500 miliardi per il fondo salva-Stati, precisando comunque che non ci si può appoggiare totalmente alle istituzioni finanziarie internazionali e che tutti i Paesi europei devono contribuire al meccanismo di salvataggio.

Redazione online