Buste con proiettili: minacce alla politica e al giornalismo. Anarchici o emulazione?

 

BUSTE CON PROIETTILI – Fine dell’anno con il botto per la galassia anarco-insurrezionalista che, dopo i tre plichi esplosivi e i proiettili recapitati al Ministro della Giustizia Paola Severino e al sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha inviato dieci buste con proiettili ad altrettanti personaggi politici o giornalisti. Tra i destinatari delle minacce firmate ‘Movimento armato proletario’ figurano il neo premier Mario Monti, Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani, Pier Ferdinando Casini, il ministro del Welfare Elsa Fornero e diversi direttori di quotidiani nazionali. Le buste sono state intercettate nel Centro meccanografico di Poste italiane di Lamezia Terme e hanno destato subito i sospetti degli addetti allo smistamento della corrispondenza, che hanno notato dieci buste tutte di colore giallo e prive di affrancatura e timbro. Obiettivo primario del ‘Movimento armato proletario’ è la manovra economica di Mario Monti e le minacce scritte lasciano presagire un arroventamento del clima sociale e politico: “Ve la faremo pagare a tutti. Vi colpiremo e sarà una guerra all’ultimo sangue […]. Ci vedremo a Roma. Non siamo contro le forze dell’ordine però se c’è qualcuno che vuole fare l’eroe pensi prima alla sua famiglia. È una lotta giusta e coerente contro i poteri forti a difesa della povera gente. Le misure prese per colpire sempre i più deboli non devono esser approvate se non con modifiche radicali a difendere quel poco che le fasce deboli hanno. Ma vi rendete conto che colpite gli operai con le loro famiglie che sono già sul lastrico”.

Di certo siamo ancora lontani dal parlare di nuova ondata di terrorismo, ma sull’episodio indaga la Dda di Catanzaro, secondo cui potrebbe anche trattarsi di semplice emulazione da parte di personaggi lontani dal movimento anarchico, come mostra il testo piuttosto rozzo e non in linea con i precedenti documenti di rivendicazione. Inoltre gli anarchici non inviano proiettili, ma pacchi bomba. Quindi potrebbe anche trattarsi di un movimento marxista nascente o di semplici millantatori in cerca di risalto mediatico. Ma in ogni caso rappresentano “l’ultimo inquietante segnale di un clima sempre più teso, che – avverte una nota della Cgil – potrebbe anche degenerare”.

 

Luigi Ciamburro