Manovra economica Monti: via libera da Palazzo Montecitorio, ma Pd e Pdl prendono le distanze

 

MANOVRA ECONOMICA – La manovra di Mario Monti oltrepassa il primo ostacolo della Camera con 402 consensi, 75 contrari e 22 astenuti. Tradotto in fiducia politica significa che il consenso intorno all’esecutivo tecnico e al decreto ‘salva Italia’ si sgretola di giorno in giorno e ad evocare elezioni anticipate non sono più soltanto Lega Nord e Idv, ma anche Pdl e Pd. Di certo l’attuale governo gode di un’ampia maggioranza, ma in Parlamento si avvertono scricchiolii sempre più insistenti, tant’è che il Professore si ritrova costretto a ricordare che se “tutti non facciamo il nostro dovere” l’Italia rischia di cadere nel baratro di una recessione irreversibile. Ma nel voto finale il governo perde una sessantina di voti e Silvio Berlusconi spiega: “Alcuni deputati ci hanno chiesto la possibilità di dare un voto di astensione alcuni anche il no, abbiamo acconsentito che questo avvenisse non essendoci pericoli per la maggioranza”. Parole che sottolineano come il Pdl mal digerisca la fiducia coatta data alla manovra ‘lacrime e sangue’, pressato dal malcontento dei propri elettori che, secondo gli ultimi sondaggi, sono in calo dell’1,5% in favore del Carroccio che ha deciso un duro ostruzionismo. In Aula 2 deputati pidiellini votano no alla fiducia, 4 si astengono e 23 risultano assenti, al voto finale mancano in 70, che viene disertato da ben 130 deputati.

Ma anche il Partito democratico comincia a prendere qualche distanza dall’esecutivo Monti: il leader Pier Luigi Bersani a fatica è riuscito a compattare i suoi ranghi verso il si alla manovra finanziaria, ma mette i paletti al nuovo esecutivo: “Saremo fermi e generosi ma il nostro orizzonte sono le elezioni per una vera ricostruzione”, perchè “la ricostruzione democratica e sociale potrà arrivare solo con le elezioni”. Salvo poi garantire il proprio appoggio fino a fine legislatura…

 

Luigi Ciamburro