Governo: l’esecutivo perde consensi e chi lo appoggia pensa al dopo Monti

Mario Monti

GOVERNO MONTI – Il governo Monti sta facendo parlare di sè a causa della manovra economica che pochi giorni fa ha oltrepassato il primo ostacolo della Camera con 402 consensi, 75 contrari e 22 astenuti. Una decisione amara quanto un caffè con il sale che permette di percepire le tensioni tra le fila dei partiti e la perdita di fiducia nei confronti del Preofessore. Inizialmente unica oppositrice era la Lega, ora  aprendere le distanze da questo esecutivo anche Italia dei valori che alla fine ha votato contro la manovra del governo Monti in quanto contrario alla decisione dell’esecutivo tecnico e dei ministri Elsa Fornero e Corrado Passera di rispolverare l’articolo 18 inerente lo Statuto dei lavoratori e in particolare l’impossibilità di attuare licenziamenti ingiustificati.

C’è invece chi sostiene senza alcuna remora il nuovo premier e il suo governo, uno tra tutti il segretario del Pdl Angelino Alfano che ha evidenziato, al congresso provinciale del partito tenutosi a Reggio Emilia, come la fiducia nei confronti del presidente del Consiglio Monti sia necessaria oltre che doverosa.  Alfano ha tenuto inoltre a precisare che il tempo per le elezioni ci sarà e precisamente alla scadenza del mandato dell’attuale esecutivo tecnico, nel 2013 mentre invece si lavora sulle amministrative del prossimo anno.

Infine c’è chi si mantiene cauto sul diffondere grandi informazioni ma cerca di spiegare le parole del suo compagno, come ha fatto il presidente del Pd Rosy Bindi che a ‘La Repubblica’. La Bindi infatti dopo aver spiegato che semplicemente nessuna grande coalizione è prevista nel post Monti, dichiarando “dopo Monti ci sarà chi vince e chi perde le elezioni. Noi vinceremo con un progetto e su questo si ricostruira’ il Paese”, subito dopo si è imposta per difendere  il segretario di partito, Pier Luigi Bersani dichiarando: “Non voleva dire che vogliamo andare a votare prima della scadenza della legislatura, ma che lavoriamo al nostro progetto politico. Dopo il governo tecnico, si torna alla normalità della vita politica in cui le parti si confrontano”.

In tutto questo frastuono politico, dopo lo sciopero di venerdì scorso del trasporto pubblico, quest’oggi si stanno fermando i dipendenti pubblici, i medici, gli impiegati delle poste e i docenti scolastici. Allo sciopero stanno aderendo le principali sigle sindacali e in tutto il Paese si terranno cortei. Nella scuola il personale si fermerà per un’ora, mentre nelle università il blocco sarà valido per tutta la giornata, i dipendenti pubblici incroceranno le braccia per otto ore, mentre i dipendenti delle poste si esenteranno nelle ultime tre ore di lavoro. Dottori, infermieri e personale sanitario aderiranno allo sciopero nazionale per l’intero turno di lavoro, ma garantiranno i servizi di assistenza più urgenti.

Una cosa è sicura. Dopo la sconvolgente rivelazione da parte di Giulio Tremonti circa una seconda manovra economica, ieri il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, ospite della trasmissione “Che Tempo che fa” di Fabio Fazio, ha smentito categoricamente la notizia: “Non c’è nessuna altra manovra in arrivo. C’è stata la manovra, c’è stato il piano Monti di salvataggio per bloccare l’impatto di Grecia due e adesso tutti i pezzi del Paese devono muoversi…”.

Luca Bagaglini