In Irlanda il razzismo cresce parallelamente alla crisi economica

Protesta di migranti in Irlanda

L’IRLANDA E IL RAZZISIMO –  Compie dieci anni in questi giorni l’Immigrant Council of Ireland (ICI), un’organizzazione che si preoccupa di salvaguardare i diritti dei migranti presenti sul suolo irlandese. L’ICI fu fondata nel 2001 per esaminare e risolvere le problematiche connesse al mutamento sociale che l’Irlanda si trovò ad affrontare tra gli anni novanta e gli inizi del nuovo millennio, quando, in relazione al boom enonomico, da terra di emigrazione divenne terra di immigrazione.

Per ricordare e riflettere sul lavoro in sostegno dei tanti migranti che hanno raggiunto il Paese e contribuito alla sua crescita, l’ICI ha pubblicato un rapporto il quale, elencando e discutendo le aree in cui l’organizzazione si è preoccupata di agire, analizza la situazione attuale confrontandola con i dati e le ricerche condotte durante tutto il decennio. L’indagine in particolare contestualizza la questione della condizione migrante in Irlanda all’interno del quadro economico e sociale della recessione.

Secondo Denise Charlton, presidente dell’ICI, “le attuali circostane economiche pongono delle problematiche, sia per le organizzazioni che si occupano di garantiri i diritti dei migranti che per i migranti stessi. Se è vero che la recessione ha avuto un effetto catastrofico sull’intero Paese, la disoccupazione ha interessato in maniera sproporzionata gli immigrati. Si è assistito ad una crescita per quanto riguarda il numero delle espulsioni negli ultimi anni e ad un calo dell’interesse della classe politica nei confronti delle questioni connesse alla condizione migrante. Parallelamente, stanno aumentando gli episodi di razzismo”.

Stan Kennedy, fondatrice dell’ICI, ha, durante un seminario celebrativo svoltosi alla City Hall di Dublino, commentato così l’emergere di una sempre più grave questione legata alla crescita di comportamenti razzisti da parte della popolazione irlandese: “è sempre più diffusa l’idea che i migranti siano un male per l’Irlanda e la sua cittadinanza nativa e che essi usufruiscano senza diritto dei posti lavoro offerti nel Paese e dei servizi pubblici. La crescente attitudine razzista può essere attribuita in parte a questa percezione errata”.

L’ICI si è impegnata a lavorare sulla questione per il futuro, così come ha fatto in passato, cercando di rispettare il principio fondamentale del proprio statuto, secondo il quale “l’immigrazione è una realtà permanente e positiva in Irlanda e i diritti umani di ogni individuo vanno rispettati, protetti e accresciuti”.

 

Nicoletta Mandolini