Assica, intervista al presidente Ferrarini sul mercato italiano delle carni suine

INTERVISTA PRESIDENTE FERRARINI – Egregio Presidente Ferrarini, lieti di ospitarla su Direttanews. Assica riunisce numerose imprese di macellazione e trasformazione delle carni suine: può darci un quadro della situazione per quanto riguarda il mercato italiano?

Secondo i dati aggiornati a giugno 2010, l’attività di trasformazione delle carni viene svolta da un’occupazione diretta totale di 32.000 addetti. Il fatturato del settore, prezzi alla produzione, ammonta a 8.254 milioni di euro di cui 7.928 milioni proviene dai salumi (+4,5% rispetto al 2009).

Nel 2010 è tornata a crescere la produzione di salumi che è salita a 1.221,2 milioni di tonnellate (+4%). Con riferimento ai singoli salumi, il prosciutto crudo e cotto hanno confermato la loro posizione di prodotti leader del settore, rappresentando insieme il 48,6% in quantità e il 52,1% in valore; la mortadella è il terzo salume con 14,4% in quantità e l’ 8,5% in valore.

Passando alle esportazioni, il fatturato realizzato sui mercati esteri nel 2010 è stato di oltre 972,4 milioni di euro (124.529 tonn. esportate). Rispetto al 2009 si registrano un +13,2% in quantità e un +13,2% in valore. Per quanto riguarda l’interscambio commerciale con l’estero il settore della produzione dei salumi è storicamente in attivo con esportazioni pari a 6 volte il valore delle importazioni. In sostanza, nonostante i salumi siano prodotti tradizionali e quindi maggiormente legati a un consumo “locale”, la salumeria italiana è riuscita comunque ad avviare un significativo flusso export che le consente di avere una salda posizione di leadership nel panorama mondiale.

Il principale mercato di sbocco è l’Unione europea con il 79% del totale esportato.

Nell’area comunitaria prevale la Germania,seguita da Francia, Regno Unito, Austria e Belgio.

Se consideriamo i Paesi Extra-UE, tenendo conto dei fatturati la classifica vede al primo posto la Svizzera, gli Stati Uniti, il Giappone e la Croazia.

In una recente intervista ha dichiarato: “Negli ultimi anni l’intera filiera suinicola non produce più valore per nessuno: allevatori, macellatori, trasformatori. È arrivato il momento di superare le contrapposizioni e di guardare avanti, uniti”. Può spiegarci in modo più approfondito questa sua affermazione?

In questi ultimi anni si è dovuto constatare come l’intera filiera suinicola non produca più valore per nessuno dei soggetti chela costituiscono. Siamodi fronte ad una crisi strutturale. Tutto questo ha prodotto delle tensioni. Per superarle dobbiamo prendere coscienza del fatto che questa crisi si supera attraverso azioni comuni e condivise che da un lato aumentino il valore aggiunto dei nostri prodotti (salumi e carne fresca) e dall’altro riequilibrino i rapporti con la GDO.

Quali sono i progetti ed iniziative di Assica per il 2012?

I progetti che ci vedranno impegnati l’anno prossimo sono tanti e riguardano molti ambiti. Continueremo la nostra attività per consentire l’esportazione della gamma della salumeria italiana con stagionatura più breve ed anche la carne fresca in importanti Paesi  extra UE, come gli Stati Uniti, la Corea, la Cina.

A settembre di quest’anno abbiamo presentato i dati della ricerca INRAN sui  nuovi valori nutrizionali dei salumi. L’industria in questi anni ha lavorato molto bene e oggi ne raccogliamo i frutti. Rispetto agli ultimi dati che risalgono a 18 anni fa, oggi i salumi contengono meno sale, meno grassi e più proteine con percentuali anche molto significative. Nel 2012 sicuramente continueremo la nostra attività di comunicazione per divulgarli il più possibile.

Simone Ciloni