Governo Monti, Enrico Letta: “Se si ferma l’esecutivo cade tutto il sistema”

Enrico Letta

 

 

GOVERNO MONTI – Contro la manovra e il governo Monti cresce il malumore dei partiti che lasciano intendere come il decreto ‘salva Italia’ sia stata una medicina molto amara da digerire e che sarà l’unica concessione offerta a occhi chiusi all’esecutivo tecnico. Intanto cresce l’attesa per l’attesissima conferenza stampa del premier che quest’oggi, alle 12, illustrerà le coordinate principali dell’agenda di governo e le prossime mosse per facilitare crescita e sviluppo economico, così da ‘zuccherare’ il boccone ‘avvelenato’ della manovra. Il Partito democratico ha gli occhi puntati sui capitoli pensione, dove si attendono correttivi al decreto da poco approvato, e mercato del lavoro, dove può far leva sulla mobilitazione delle parti sociali in difesa dell’articolo 18.

Il vice segretario del Pd, Enrico Letta, in un’intervista rilasciata al quotidiano ‘Repubblica’, dichiara di non voler sentir parlare di ‘fase 2’ del governo Monti e conferma il proprio appoggio: “Si metta da parte questa abusata divisione tra fase 1 e fase 2: è una trappola mediatica e ha come effetto quello di far invecchiare rapidamente il governo… Se si dà per buono che la fase uno è già finita, e sono passati appena 30 giorni, si ingenerano aspettative salvivifiche, insensate in tempi così stretti. Ci sarà bisogno di un anno intero, in cui il governo faccia sia crescita che rigore ed equità”. Da parte del partito di Pier Luigi Bersani non c’è nessuna intenzione di ‘staccare la spina’ all’esecutivo formato da tecnici e professori, pena il rischio di cadere nel baratro della recessione più irriversibile che il Paese abbia mai conosciuto: “Il governo – afferma Letta – è come un aereo che deve andare Oltreoceano, non è che a metà strada può fermarsi. Il punto di arrivo è il successo dell’azione dell’esecutivo. Fermarsi a metà porterebbe alla caduta di tutto il sistema”.

 

Luigi Ciamburro