Ministro Passera: nessun conflitto d’interesse, già vendute le azioni di Intesa Sanpaolo

Corrado Passera

PASSERA: AZIONI INTESA SANPAOLO – Il Ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera con una lettera al Corriere della Sera ha annunciato di aver già venduto le azioni in suo possesso di Intesa Sanpaolo, ponendo così fine al presunto conflitto di interessi riguardo al suo incarico all’interno del governo Monti. “Pur non avendo alcun obbligo di farlo, nei giorni scorsi ho venduto tutte le mie azioni di Intesa Sanpaolo”, ha precisato Passera, rispondendo così ad una lettera, pubblicata ieri sempre sul Corriere della Sera e firmata dalla conduttrice di Report Milena Gabanelli insieme a Giovanna Boursier, in cui si chiedeva al Ministro dello Sviluppo di fare chiarezza ed essere davvero “super partes”.

“Le ombre e i sospetti uccidono e, in questo momento, la forma è anche sostanza”, avevano scritto Gabanelli e Boursier nella loro lettera a Passera: “Possiede 7 milioni e mezzo di azioni di Intesa Sanpaolo: le venda domattina, invece di continuare a dire ‘le venderò’. Capiamo che è una disgrazia, perché quando le ha comprate valevano di più, ma è un gesto che l’avvicinerebbe a tanti disgraziati veri”.

Con la sua lettera di oggi, tuttavia, il ministro ha precisato di aver già fatto il ‘suo dovere’, non solo, ha anche detto di aver donato le azioni sottoscritte per finalità filantropiche e detenute nel Campus Biomedico Spa e nella società Day Hospital International. Riguardo invece alla partecipazione nella società della sua famiglia di origine, “alla quale fanno capo due alberghi e due immobili a Como”, di cui il ministro possiede “una quota di minoranza (33%) per due terzi in nuda proprietà” e nella quale ha precisato di non svolgere alcuna attività né gestionale né amministrativa”, Passera ha dichiarato che “negli anni passati la società della mia famiglia aveva messo da parte liquidità in maniera trasparente e legittima dandola in gestione in un Paese dell’Unione Europea”, per impiegarla poi n investimenti industriali.

“Nessuna persona che mi conosce ha mai avuto alcun dubbio sulle ragioni che mi hanno convinto a cambiare vita da un giorno all’altro e ad accettare la proposta del professor Monti”, ha ribadito il Ministro dello Sviluppo economico, aggiungendo infine di non avere “nulla da eccepire se lo stipendio da ministro mi venisse pagato in Bot”.

Redazione