Braccio di ferro tra governo e Lega sulla tassa sull’immigrazione

Roberto Maroni

GOVERNO FRENA SU TASSA IMMIGRAZIONE – Questi primi giorni del 2012 si stanno rivelando molto difficili per il governo. Nella calza della Befana, infatti, Monti e i suoi non hanno trovato dolcetti ma solo una vasta gamma di problemi: in prima fila tra i nodi da affrontare figurano il varo delle annunciate misure per la crescita e l’avvio della trattativa con i sindacati sulla riforma del lavoro, a cui si aggiungono i recenti malumori negli ambienti della polizia per il provvedimento emanato dal ministro della Giustizia Paola Severino per risolvere l’emergenza carceri. Il tutto condito da una buona dose di malcontento popolare a causa delle nuove tasse introdotte dalla manovra di dicembre.

A questo quadro, già complesso, si sommano ora le proteste della Lega Nord per l’eventualità che la tassa sull’immigrazione – che in virtù di un decreto firmato nell’ottobre scorso dagli ex ministri Roberto Maroni e Giulio Tremonti dovrebbe entrare in vigore il 30 gennaio prossimo – venga accantonata. La legge prevede un prelievo da 80 a 200 euro sui permessi di soggiorno, proporzionalmente alla durata del documento. Il governo potrebbe però chiudere in un cassetto il provvedimento, come si evince dalla nota pubblicata da Palazzo Chigi nel primo pomeriggio. Nel comunicato si legge che i ministri per la Cooperazione internazionale e dell’Interno, Andrea Riccardi e Annamaria Cancellieri, “hanno hanno deciso di avviare una approfondita riflessione e attenta valutazione sul contributo per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati”. “C’è da verificare – prosegue la nota – se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare”.

La notizia ha causato un’immediata levata di scudi da parte dei leghisti, che invece a questa tassa sull’immigrazione ci tengono particolarmente. “Il governo vuole cancellare il mio decreto – scrive l’ex titolare del Viminale Roberto Maroni – io dico alla ministra Cancellieri di non azzardarsi a farlo, sarebbe un atto di vera e propria discriminazione nei confronti dei cittadini padani e italiani, un attacco ai diritti di chi lavora e paga la crisi che la Lega non può accettare”. “E’ vergognoso – rincara la dose Roberto Calderoli – vedere che autorevoli ministri del governo di Mario Monti, dopo aver taciuto di fronte alle pesanti misure che vanno a colpire i nostri pensionati e i nostri lavoratori che fanno fatica ad arrivare a fine mese, adesso si spendano in prima persona e prendano posizione contro la tassa sul permesso di soggiorno per gli immigrati”.

Redazione online

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