Calalzo di Cadore è diventato un “Comune de-equitalizzato”: alle bombe si aggiungono le istituzioni

Calalzo di Cadore

 

 

EQUITALIA – Da circa un mese Equitalia, l’agenzia nazionale di riscossione dei tributi, è al centro di polemiche e tensioni in seguito alla nuova campagna anarco-insurrezionalista lanciata nel dicembre scorso con l’invio di plichi esplosivi alla sede di Roma. A quell’avvertimento sono seguite altre esplosioni o minacce, da Olbia a Foggia, da Modena a Livorno, dando adito alle voci che parlano di un possibile ritorno del terrorismo di sinistra.

Ma forse non tutti sanno che esiste una legge (166/2011) che permette di fare a meno di Equitalia per riscuotere i loro crediti e che c’è un Comune che se ne avvale, Calalzo di Cadore, un paesino di poco più di duemila abitanti della provincia di Belluno. Il sindaco Luca De Carlo spiega: “Quando sono stato eletto, il servizio di riscossione dei tributi era esternalizzato proprio a Equitalia, sia per quanto riguarda i tributi ordinari, tipo la tassa sui rifiuti e quant’altro, sia per le riscossioni coatte. Noi abbiamo subito deciso di tornare a occuparci direttamente dei tributi ordinari, e già così abbiamo calcolato un risparmio di circa 20mila euro all’anno”. Ad accertarsi della riscossione coattiva della cartella esattoriale ci pensa la Comunità montana Valbelluna e presto molti altri piccoli comuni seguiranno lo stesso esempio affidandosi alla stessa Comunità montana.

Di certo fare a meno di Equitalia rende più gravosa la riscossione delle imposte, ma il sindaco De Carlo precisa che nei piccoli paesi Equitalia è praticamente inutile: “Non è che da noi gli imbroglioni siano più tollerati. Anzi: io conosco tutti i 2.250 residenti del Comune che amministro, le situazioni familiari, gli eventuali disagi, ogni tipo di problema. Impossibile che qualcuno possa fare il furbo”.

 

Redazione

 

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