Debito pubblico: le imprese boccheggiano in attesa dei soldi dalla pubblica amministrazione

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DEBITO PUBBLICO IMPRESE – Non ha una concreta soluzione e soprattutto si perde tempo nella risoluzione cercando di mescolare il tutto inquinando la trasparenza di questo governo tecnico. Sono oltre 70 i miliardi di euro che lo Stato deve alle imprese e la verità che non è stata detta, nonostante sia chiara a tutti o quasi, è che qualora venisse estinto detto debito, pari al doppio dell’importo previsto nella manovra Salva-Italia, andrebbe ad incrementare quel macigno chiamato debito pubblico. Di conseguenza la tanto discussa soluzione, ora passata in sordina, fornita dal ministro Passera di pagare in titoli di Stato, non risolverebbe nulla, a parte il fatto che gli imprenditori si ritroverebbero in mano gran bei pezzi di carta da piazzare o da conservare in attesa di tempi migliori. Inoltre la conversione dei crediti in titoli di Stato provocherebbe un innalzamento smisurato, ancora, dello spread che arriverebbe a valori davvero critici.

Il problema è chiaro e a cercare di trovare una soluzione, logica, è Piero Giarda, ministro per i rapporti con il Parlamento, il quale lo scorso dicembre al Corriere Veneto ha dichiarato che “ci sono diversi problemi. Per esempio, se le pubbliche amministrazioni cominciassero a pagare, i pagamenti confluirebbero nella spesa e la spesa confluirebbe nel deficit dell’Italia”.

La crisi sta facendo diminuire sempre più il credito alle aziende in fase di declino a causa dei continui ritardi dei pagamenti pubblici che secondo l’Unione europea hanno raggiunto i 180 giorni. Nonostante la Commissione abbia proposto di anticipare la direttiva comunitaria che obbligherebbe lo Stato, eccezion fatta per il sanitario, di pagare entro i 30 giorni onde evitare interessi alti in caso di ritardo.

Le imprese non possono fare altro che attendere il 3 febbraio, giorno in cui si discuterà della cosa.

Redazione online

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