Nicola Cosentino, il giorno del giudizio alla Camera. Umberto Bossi dice no all’arresto

 

NICOLA COSENTINO – Per Nicola Cosentino è arrivato il giorno del giudizio e quest’oggi la Camera deciderà se consentirne l’arresto o meno. Il coordinatore regionale pidiellino della Campania ieri sera ha incontrato Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli e intorno a lui c’è un gran fermento in vista del voto che sembra tornare nell’incertezza dopo il dietrofront di Umberto Bossi e dei suoi fedelissimi. E il voto segreto potrebbe fare tutto il resto, spingendo molti deputati del centrodestra, leghisti compresi, a votare contro l’arresto, anche perchè Cosentino potrebbe rivelare retroscena inquietanti… Intanto si dice pronto a dimettersi dal ruolo di coordinatore così da evitare imbarazzi al segretario del Pdl Angelino Alfano, che fa della legalità il suo cavallo di battaglia e sembra poter cantare vittoria dopo la marcia indietro di Umberto Bossi. Il senatur lascerà libertà di coscienza ai suoi uomini a Montecitorio, dal momento che Cosentino sembrerebbe innocente: “Dalle carte non esce niente, non esce una colpevolezza” . E aggiunge: “Bisogna stare tranquilli quando si tratta di arrestare qualcuno… I magistrati imparino a fare i processi”.

 

Antonio Di Pietro ha dichiarato che in Aula chiederà la palesità del voto e irride la mancata decisione del leader del Carroccio: “Bossi o non ha letto le carte o le ha lette a rovescio. Vada a leggersi le carte – ha esortato l’ex pm – anzi ci vadano tutti su camera.it . Questa idea che in uno Stato di diritto ci sia un parlamentare accusato di avere rapporti con la criminalità organizzata e un Parlamento che impedisce ai giudici di procedere, a me pare sia da Stato della giungla, da Stato assoluto: una cosa vergognosa e umiliante per il Parlamento”. Di Pietro specifica che non spetta al Parlamento decidere se Cosentino sia colpevole o innocente, bensì alla magistratura, e se non verrà data via libera all’arresto “vuol dire che in questo Parlamento si è stabilito il principio di complicità politica, etica e morale: una ragione in più per andare al più presto a votare”. E infine un ultima frecciata all’ex premier: “Forse Berlusconi ha paura che Cosentino parli o magari lo vuole ringraziare per la collaborazione politica, e non solo, che gli ha dato…”.

 

Luigi Ciamburro