Omicidio Yara Gambirasio: esame Dna per donna di Cassino, il suo telefonino agganciò cella di Brembate

 

OMICIDIO YARA GAMBIRASIO – Le indagini sulla morte di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra scomparsa nel novembre 2010 e ritrovata tre mesi dopo a Chignolo d’Isola, proseguono pur lontane dai riflettori. Come dimostra il dna prelevato a una donna di Cassino poichè, secondo gli investigatori, il suo telefonino avrebbe agganciato la cella telefonica di Brembate nel giorno della scomparsa. Ma Elisa Fusciello, madre di tre figli, nega di aver mai posseduto quel numero di telefonino e si è sottoposta al tampone per il prelievo genetico. Intervistata dalla trasmissione di Rai Tre ‘Chi l’ha visto?’ la donna si è detta totalmente estranea ai fatti oltre che scioccata per quanto accaduto: “Il maresciallo dei carabinieri – ha detto Elisa Fusciello – mi ha detto che dovevo fare il Dna. Mi hanno sottoposta al test con due tamponi sulle gengive. Mi è crollato il mondo addosso. Sono uscita piangendo dalla caserma. Non ho nulla a che vedere con tutto questo. Mi chiedo perchè mi hanno fatto il Dna”.

Gli inquirenti non proferiscono parola al riguardo, ma spiegano che controlli di questo tipo sono avvenuti in diverse regioni. Ad essere sottoposti al prelievo del Dna cittadini che per un motivo o per l’altro si trovavano nella zona di Brembate quel 26 novembre 2010: “Sono mesi che chiediamo e preleviamo dna da persone che abitano in tutta Italia e che abbiamo accertato si trovavano nella zona il giorno della scomparsa di Yara”. Ma finora dell’assassino nessuna traccia…

 

Luigi Ciamburro

 

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