Costa Concordia, Moby Prince e Andrea Doria: i tre disastri italiani del mare degli ultimi 50 anni

Naufragio Costa Concordia

NAUFRAGIO COSTA CONCORDIA – Grande spavento nei pressi dell’Isola del Giglio dove una nave da crociera, Costa Concordia, con a bordo 4200 persone fra passeggeri e personale, si è incagliata la notte scorsa. Attimi di panico per i passeggeri dell’imbarcazione che si sono ritrovati prima senza illuminazione per qualche minuto e poi a dover correre nell’indossare i  giubbini di salvataggio e a raggiungere le scialuppe.  Nel mentre la nave si stava inclinando sul fianco destro a causa di una falla, precisamente uno squarcio di 70 metri, sul lato sinistro. Ad ora sono stati contati 3 morti e una decine di feriti ma per poter escludere ulteriori vittime, ha spiegato il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi, “deve essere ispezionata la parte della nave che e’ sott’acqua. Si procederà con i  sommozzatori”. Anche perché finora, come abbiamo già scritto, si contano 50 dispersi.

Non è la prima volta che le navi italiane o utilizzate da imprese italiane vengono interessate da situazioni come queste. In passato infatti ce ne sono state altre due che purtroppo sono salite alla ribalta della cronaca: precisamente il naufragio della Moby Prince (1991) e quello della Andrea Doria (1956). In particolare quest’ultima, varata nel 1951, era all’epoca l’orgoglio italiano in quanto era la nave da passeggeri più grande e veloce del Paese. Il suo naufragio fu dovuto all’impatto con la nave svedese Stockholm in prossimità della costa americana il 25 luglio del 1956, poco dopo la partenza da Nantucket e in viaggio per New York. Tuttavia l’affondo avvenne solo 11 ore dopo dalla posa su un fianco. In quella che può essere considerata la più grande tragedia marittima della storia italiana morirono 46 passeggeri.

Stessa triste sorte toccò alla Moby Prince, traghetto operante tra il 1986 e il 1991 e a servizio della compagnia privata Nav.Ar.Ma. Anche in questo caso il naufragio fu stato dovuto all’impatto tra questi e la petroliera Agip Abruzzo la sera del 10 aprile 1991 al largo del Porto di Livorno. Un vero e proprio disastro, il più grande per la marina mercantile dell’Italia, che portò alla morte di tutte e 140 persone presenti sul traghetto, eccezion fatta per un solo sopravvissuto. Questo fu anche il maggior disastro ambientale nella storia dei mari italiani.

 

Luca Bagaglini

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