Lega Nord: il popolo padano si schiera in difesa di Roberto Maroni

 

 

LEGA NORD – Dopo il voto a Montecitorio sull’arresto di Nicola Casentino all’interno del Carroccio sembrava essersi aperta una falla insanabile, capace di far affondare uno dei partiti in apparenza più solidi e radicati. Ma ancora una volta il Senatur fa dietrofront e ricuce lo strappo con il vecchio amico Roberto Maroni in un’intervista comparsa ieri su ‘La Padania’. Secondo Umberto Bossi non c’è mai stata nessuna tensione tra lui e l’ex responsabile del Viminale, ma nelle sue parole ‘distorte’ dai media c’era un semplice richiamo ad “essere più cauto in questo momento così delicato” e invita Maroni ad un comizio insieme. “Così diventerà chiaro a tutti – prosegue il leader della Lega Nord – la strumentalizzazione fatta montare dalla stampa, dai giornali fantasma. Chi dà ascolto a questi intermediari confusionali rimarrà deluso” assicura il Senatur. E la manifestazione a Milano del prossimo 22 gennaio sarà la dimostrazione dell’unità interna e un chiaro grido di protesta “contro il Governo e per la libertà della Padania. Sarà un evento di enorme portata, vedrete, il governo dei professori della tripla B, dei titoli di stato spazzatura, del declassamento del debito pubblico deve misurarsi con noi, con il Nord” assicura Bossi.

 

In fondo se il progetto nascosto dei bossiani era quello di isolare Roberto Maroni e metterlo a tacere l’intento è andato subito a farsi benedire. Infatti ieri una delegazione di una ventina di sindaci del Varesotto si sono ritrovati nella sede storica di piazza del Podestà a Varese, con l’ex ministro dell’Interno ospite d’eccezione nonostante il divieto imposto dai vertici della Lega (poi ritirato). Perchè noi – hanno detto in coro i sindaci riunitisi – siamo sia con Bossi sia con Maroni, non possiamo scegliere”. In favore di Maroni, inoltre, anche 320 inviti a comparse pubbliche nella sola Lombardia da parte di altrattante sezioni di partito, quasi un affronto a Bossi, oltre che una miriade di messaggi apparsi in poche ore sul suo profilo Facebook cui non ha mancato di ringraziare per il sostegno: “In molti mi avete chiesto di salutare questa sera il popolo di Facebook! Non era necessario. Era già mia intenzione citarvi ! Siete stati grandi!”.

Una vera e propria mobilitazione pro-Maroni che avrà di certo delucidato le idee a chi, seppur idealmente, avrebbe voluto mettere fuorigioco l’ex ministro, che ieri sera è stato anche ospite del programma di Fabio Fazio ‘Che tempo che fa’, dove ha parlato della querelle scoppiata dopo il caso Cosentino per poi dirottare gli strali contro l’esecutivo tecnico: “C’è stata una risposta d’affetto e oltre 200 inviti a partecipare a comizi, che onorerò tutti. La reazione ha dimostrato quanto affetto c’è per me – ha detto Maroni al programma serale di Rai Tre -. E questa reazione spontanea ha spinto Umberto Bossi a ritirare il provvedimento. Da domani riprenderò a incontrare i militanti… Sono stato colpito da una fatwa incomprensibile. Che cosa c’è di peggio di non poter incontrare i propri militanti, il popolo?”. L’ex responsabile del Viminale afferma di aver avuto un contatto telefonico con Bossi che ha sminuito la polemica: “Bossi mi ha chiamato e mi ha detto che non sapeva di questa cosa. Io non so ricostruire il retroscena, non mi interessa, so che c’è stata una decisione e poi è stata revocata sull’onda dell’affetto dei militanti verso di me”. E assicura che non lascerà mai la Lega Nord e che sarà presente alla manifestazione di domenica prossima: “Non c’è alcuno scontro con Bossi da parte mia. Ieri è stata scritta una pagina importante perchè si è levata la voce della base, che si è fatta sentire in maniera molto forte”.

 

Luigi Ciamburro