Liberalizzazioni, due decreti a confronto: i provvedimenti di Monti e le misure firmate Bersani

Pier Luigi Bersani

LIBERALIZZAZIONI BERSANI – Tra i temi più ‘caldi’ sul fronte del dibattito politico economico di questi giorni figurano sicuramente le liberalizzazioni. Le aperture che il governo Monti ha inserito nella bozza del decreto stanno facendo discutere e hanno già suscitato l’ira di varie categorie: la protesta vede in prima fila i tassisti, che di liberalizzazioni in materia di licenze non vogliono neanche sentirne parlare e hanno convocato uno sciopero generale per lunedì prossimo. Oltre alle licenze dei taxi, i nuovi provvedimenti dovrebbero riguardare la riduzione degli oneri amministrativi per le imprese, la possibilità per gli esercizi commerciali di applicare sconti e saldi e la promozione della concorrenza.

Monti e i suoi, dunque, sono intenzionati a proseguire il lavoro iniziato da Pier Luigi Bersani nel 2007: l’attuale segretario del Pd, allora ministro dell’Economia nel govero di Romano Prodi, aveva infatti varato una legge proprio in materia di liberalizzazioni. Il testo ha abrogato il tariffario degli ordini professionali (cancellando quindi la parcella minima fino a quel momento in vigore per avvocati, architetti e ingegneri) e ha permesso la vendita dei farmaci da banco (quelli cioè che si possono acquistare anche senza ricetta medica) anche nei supermercati e in appositi punti vendita (le parafarmacie). Il provvedimento ha inoltre abolito i costi di ricarica sulle schede prepagate per i telefoni cellulari e ha aumentato, senza tuttavia abolire il numero chiuso, le licenze dei taxi. Altre parti del decreto riguardano inoltre le transazioni bancarie e la possibilità per gli utenti di rompere i contratti stipulati con gli operatori telefonici e le piattaforme televisive.

Tatiana Della Carità

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