Naufragio Costa Concordia, Francesco Schettino: “Ho salvato centinaia, migliaia di persone”

 

NAUFRAGIO COSTA CONCORDIA – Ieri sera il gip di Grosseto non ha confermato la custodia cautelare in carcere di Francesco Schettino che sarà invece costretto agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Meta di Sorrento, dove è giunto alle prime luci dell’alba scortato da carabinieri e polizia. Dopo gli esami tossicologici, dopo tre ore di interrogatorio e altre cinque per attendere il responso del gip il comandante della Costa Concordia, accusato di aver abbandonato la nave senza prestare i dovuti soccorsi, torna a casa in attesa del proseguimento delle indagini. Schettino ha risposto alle domande del giudice Valeria Montesarchio, del procuratore Francesco Verusio e dei sostituti procuratori Pizza, Leopizzi e Navarro. “Ero io al comando” della nave quando ha impattato contro gli scogli e “sempre io ho manovrato in emergenza salvando centinaia, migliaia di persone” ha detto il comandante nel tentativo di difendersi dalle accuse. Respinge l’infamia di aver abbandonato la nave limitandosi a dire che “la nave dopo l’urto con lo scoglio ha avuto uno sbandamento di 90 gradi. Non potevo risalire sopra” e spiegato la scelta della rotta che ha mandato la nave contro lo scoglio de Le Scole: “L’abbiamo trovato davanti sul percorso di navigazione”. A dare spiegazioni alla stampa ci pensa il suo avvocato difensore Bruno Leporatti che esclude il reato di ammutinamneto: “Non si può mandare in carcere una persona solo perchè lo chiede l’opinione pubblica che ti considera colpevole”.

 

Nel frattempo il numero dei morti accertati è salito a 11, dopo il ritrovamento di altri 5 cadaveri nel pomeriggio di ieri, quattro uomini e una donna tra i 50 e i 60 anni. Sono stati trovati l’uno accanto all’altro, con i giubbotti salvagente indosso che lasciano supporre fossero a un passo dalla salvezza, ma poi qualcosa è andato storto e sono stati sommersi dal mare. I palombari della Marina hanno piazzato sette minicariche esplosive per aprire dei varchi ai soccorrittori, al fine di riportare sulla terra i corpi dei dispersi. Stamane palombari e soccorrittori saranno ancora al lavoro per cercare altri dispersi, 28 secondo stime da verificare, con la speranza che siano in salvo e non abbiano comunicato il loro allontanamento dopo quella tragica notte. Come quel tedesco che ha dato notizie di sè nel pomeriggio di ieri. E forse domani il Costa Concordia affonderà definitivamente.

 

Luigi Ciamburro

 

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