Norvegia: i laburisti risalgono nei sondaggi, ma la coalizione di governo scende

Il premier norvegese Jens Soltenberg

LA NORVEGIA E LA POLITICA – Era solo pochi mesi fa: Jens Stoltenberg sembrava aver esaurito la sua capacità di affascinare e convincere i norvegesi. L’ascesa della destra pareva inarrestabile e si contavano i giorni alle elezioni del 2013, per vedere un conservatore alla guida della Norvegia. Invece il premier socialdemocratico sembra essersi rimesso in carreggiata: e se i suoi alleati continuano a fare da contorno (portando più problemi interni che voti), la macchina laburista va a pieni giri.

I socialdemocratici sono non più così lontani dal quel 35,4% col quale vinsero le ultime elezioni (era il 2009): secondo un sondaggio, infatti, i laburisti sarebbero arrivati al 34,9%. Saldamente primo partito del paese, quindi. Solo a dicembre Stoltenberg e soci hanno guadagnato quasi tre punti. Che cosa è successo in questi ultimi mesi? Di sicuro hanno pesato le 77 vittime del 22 luglio scorso, l’esplosione nel centro di Oslo e la sparatoria sull’isola di Utøya. Il governo – ma Stoltenberg in particolare – ha tenuto saldo il timone del paese e i norvegesi lo hanno apprezzato. Nelle settimane successive si era parlato di ‘Effetto Utøya’ proprio per indicare un consenso altissimo. Ma se siamo ancora qui a parlare di percentuali in ascesa, allora evidentemente c’era più che sola emozione.

Un altro dato fa riflettere, infatti: sono aumentate e di molto le tessere di partito. Al 31 dicembre scorso, i membri paganti del Partito Socialdemocratico Norvegese erano quasi 56.000, un aumento di 6.500 unità rispetto all’anno prima.  Nessun partito di destra può vantare questi numeri. I Conservatori sono al 28,1% dei voti. Il Partito del Progresso sta lentamente risalendo ed è arrivato al 15,8%.

Gli altri? Nella coalizione di governo, i Centristi sono al 4,9% e il Partito della Sinistra Socialista solo al 3,5%, sotto la soglia di rappresentanza del 4%. Si votasse oggi, il Partito della Sinistra Socialista non entrerebbe in Parlamento. Il problema di Stoltenberg è proprio questo: gli alleati non sono abbastanza forti. Messi tutti insieme, i tre partiti di governo raggiungono il 43,3% che è meno del 43,9% a cui arriverebbe l’accoppiata Conservatori – Partito del Progresso. È un testa a testa, una gara però che Stoltenberg per ora sta correndo da solo.

 

Antonio Scafati