In Islanda continuano le indagini sugli abusi sessuali nella chiesa cattolica

ABUSI SESSUALI NELLA CHIESA ISLANDESE – Sono in diciassette: avrebbero subito tutti quanti abusi sessuali nella Scuola cattolica o nel campo estivo di Riftún Ölfus, nel sud del paese, anch’esso gestito dalla chiesa islandese. E così nel fascicolo della Commissione d’inchiesta voluta proprio dalla chiesa islandese finiscono altri diciassette nomi. I fatti sono quelli riportati mesi fa dai media: sevizie e violenze sessuali andate avanti per almeno un decennio, a partire dagli anni ’60, tra le mura della Scuola cattolica dell’isola. Già lo scorso giugno il quotidiano islandese Frettatiminn aveva denunciato che c’erano prove che dimostravano come la Chiesa islandese fosse a conoscenza dei fatti già nel 1963: ma non fu fatto nulla.

Sotto la pressione della stampa e dell’opinione pubblica, la Chiesa islandese ha avviato una Commissione d’inchiesta che dovrà far luce su quanto accaduto nella scuola e non solo: casi di abusi sessuali avrebbero avuto come scenario anche il campo estivo di Riftún Ölfus.

Diciassette persone hanno deciso di farsi avanti e di denunciare gli abusi a cui sarebbero state sottoposte. Ora sono ovviamente tutti adulti. Altre presunte vittime, scrive l’Iceland Review, avrebbero preferito rimanere nell’anonimato. Nessun ex insegnante invece ha deciso di parlare: ma, come spiegano i responsabili dell’inchiesta, considerati gli anni passati in molti potrebbero essere già morti.

Probabilmente bisognerà di aspettare ancora un po’ per capire cosa sia successo. Sempre che la verità venga a galla. La Commissione d’inchiesta conta di arrivare a una conclusione entro l’autunno di quest’anno, quando dovrebbe essere pubblicato il risultato delle indagini interne.

 

Antonio Scafati