Iran, confermate le esercitazioni nello Stretto di Hormuz

Mahmud Ahmadinejād

IRAN CONFERMA ESERCITAZIONI HORMUZ – Non sono certo venti di pace quelli che spirano in queste settimane nel Golfo Persico. In un’area già spesso teatro di tensioni, a causa della sua enorme importanza geopolitica, il clima è diventato particolarmente caldo in seguito alla minaccia del governo di Teheran di chiudere, in caso di nuove sanzioni atte a bloccare il programma nucleare iraniano, lo Stretto di Hormuz, in cui transita una percentuale consistente del petrolio prodotto in tutto il mondo. Le prime reazioni alla minaccia sono arrivate naturalmente dagli Usa, che sono stati protagonisti di un acceso botta e risposta con il governo di Mahmud Ahmadinejad: l’ultimo capitolo della vicenda è andato in scena una settimana fa, quando Washington ha lanciato un avvertimento all’Ayatollah Khamenei, spiegando l’intenzione degli Usa di rispondere in caso di un’eventuale chiusura dello Stretto.

Quanto la questione sia delicata lo sanno anche i Paesi dell’Opec, come dimostrano le parole del presidente di turno Abdul Karim Luaby. Il ministro iracheno del petrolio ha infatti invitato “l’amico iraniano ad assicurare al mondo che tutti i Paesi intendono salvaguardare le vie marittime” del greggio.

Nel frattempo, comunque, i segnali che vengono da Teheran potrebbero far pensare ad un’intenzione di placare la tensione, anche se forse non è ancora lecito sbilanciarsi. Proprio oggi i pasdaran hanno confermato le esercitazioni navali in programma da oggi fino al 19 febbraio proprio nello stretto della discordia. Hossein Salami, numero due delle Guardie della rivoluzione islamica, precisa che il fatto che nel Golfo ci siano navi statunitensi “non è un fatto nuovo” e “va interpretato come parte della loro presenza permanente”. “Le truppe militari Usa – aggiunge – sono rimaste nel Golfo e nelle regioni del Medio Oriente per anni”.

Redazione online

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