Golfo Persico: Repubblica Islamica sotto embago Ue, pasdaran minacciano Stretto di Hormuz

 

GOLFO PERSICO – La comunità occidentale ha decretato sanzioni petrolifere contro l’Iran e il congelamento dei beni in Europa della Banca centrale iraniana, ma il rischio di un conflitto militare sembra essere sempre dietro l’angolo. Specie a sentire il ministro della Difesa britannico, Philip Hammond, che tre giorni fa ha ordinato l’invio della fregata Argyll nello Stretto di Hormuz e dichiara che “il Regno Unito ha la capacità di rinforzare quella presenza nel caso questo sia ritenuto necessario”. Fatto sta che da ieri nessun Paese europeo potrà più importare, esportare o trasportare il greggio iraniano, una decisione senza precedenti decisa come ultima mossa per evitare un conflitto nel Golfo Persico dai risvolti imprevedibili.

Il ministro degli Esteri iraniano, Mostafa Mohammed Najjar, ha decretato che le sanzioni decise da Bruxelles non avranno alcun effetto sull’economia del Paese e che danneggeranno in particolar modo le finanze europee, già sull’orlo del collasso con la crisi economica internazionale, poichè i prezzi dei prodotti petroliferi saliranno ulteriormente e con essi quelli di tutte le merci. “Non riteniamo importanti le sanzioni europee – ha detto Najjar – perchè ci confrontiamo con queste misure da 30 anni”. Il ministro dell’intelligence, Hojjatoleslam Heidar Moslehi, ha sottolineato che l’inutilità delle sanzioni è dimostrato dal fatto che le potenze occidentali, in passato, hanno assassinato gli scienziati nucleari iraniani. E dall’Iran si rinnovano le minacce di chiusura dello Stretto di Hormuz e di una risposta armata alle prepotenze straniere, come dichiarato dal vice comandante dei pasdaran Mohmad Ali Asudi: “La Repubblica Islamica non cerca scontri nella regione, ma qualora i nemici dovessero commettere degli errori nel Golfo Persico, allora le forze armate iraniane, in particolare il corpo dei pasdaran, sono pronte ad intervenire immediatamente e con determinazione».

 

Luigi Ciamburro