A Cuba si discute di educazione sessuale e si fa il punto sulla normativa vigente

CUBA E L’EDUCAZIONE SESSUALE – Il 24 di gennaio scorso si è svolta a L’Avana il VI Congresso Cubano sull’Educazione, l’Orientamento e la Terapia Sessuale, all’interno del quale l’intervento di Mariela Castro Espín, direttrice del CENESEX (Centro Nacional de Ecucación Sexual), ha tratto le conclusioni sull’attuale legislazione cubana e sui progressi che in materia sono stati fatti a partire dall’epoca della rivoluzione.

Castro Espín ha affermato che, nonostante le istituzioni cubane debbano ancora lavorare molto per contrastare la cultura tradizionale patriarcale e machista, molto è stato fatto per garantire il rispetto dei diritti delle donne e di tutti quegli individui che rientrano nella categoria di LGBT (Lesbians, Gays, Bisex, Trans) . 

A detta della sessuologa a Cuba l’educazione sessuale come pratica politica di stato venne avviata durante gli anni del processo che condusse alla cosiddetta Rivoluzione cubana. Per una lunga fase ci si concentrò sulla tematica connessa all’attività riproduttiva femminile, soprattutto con il contributo della Federación de Mujeres Cubanas (FMC), un’associazione nata per salvaguardare i diritti delle donne dell’isola. Già nel 1965 fu introdotta una legislazione in materia di aborto, con la quale si sancì la libertà della donna a scegliere come gestire la propria fisicità.

Ma anche la questione LGBT fu successivamente riconosciuta dal governo cubano, il quale nel 1979 approvò un programma di tutela nei confronti dei transessuali che legalizzava l’utilizzo della chirurgia per il riadattamento genitale.

Per quanto riguarda la problematica culturale dell’omofobia la Castro Espín è stata chiara nell’ammettere che per un lungo periodo, soprattutto quello che va dagli anni ’60 agli anni ’70, la società cubana non si è distinta per comportamenti positivi. L’omofobia era all’epoca una prassi istituzionalizzata, come dimostrato dall’esistenza di organizzazioni quali le Unidades Militares de Apoyo a la Producción.

Allo stato attuale a Cuba esistono alcune associazioni che lottano per veder riconosciuti alcuni diritti come quello all’unione legale tra persone dello stesso sesso o alla fecondazione assistita. Si spera, in quest’ottica, che il parlamenti cubano approvi presto le modifiche, proposte tra gli altri da FMC e CENESEX, al codice che regolamenta il diritto in materia di famiglia.

 

Nicoletta Mandolini