Una Francia socialista fa paura ai conservatori britannici

David Cameron

LA FRANCIA SOCIALISTA SPAVENTA I CONSERVATORI BRITANNICI – L’ipotesi di un prossimo, radicale, cambiamento degli scenari politici europei comincia a destare un certo timore Oltremanica. Dopo il secco no di David Cameron sull’istituzione di una Tobin Tax in Europa, intervenuto ieri all’occasione del 42esimo Forum economico Mondiale, il quotidiano conservatore britannico The Times ha consacrato questo venerdì una doppia pagina alle elezioni presidenziali francesi, palesando le sue inquietudini rispetto all’eventualità di una vittoria del candidato socialista François Hollande. “Il favorito nei sondaggi prende di mira nel suo programma i servizi finanziari”, intitola il giornale, secondo cui la vittoria di Hollande metterebbe seriamente a repentaglio l’incolumità della City londinese.

Stando al quotidiano britannico, il Primo ministro David Cameron, il sindaco di Londra (entrambi presenti giovedì scorso a Davos) e gli uomini d’affari britannici sarebbero stati “colti alla sprovvista dai progetti di François Hollande, progetti che avranno un effetto negativo sui mercati finanziari”. Il sindaco di Londra, Boris Johnson, ha accusato in particolare François Hollande di spirito “vendicativo”, per il fatto di aver indicato nel “mondo della finanza” “il suo principale avversario”.

“Non voglio interferire nella politica francese, ma vorrei evitare che i Francesi commettessero un errore che metterebbe a rischio l’economia britannica”, ha commentato il sindaco conservatore. Il Times rincara la dose osservando, con un ml celato timore, che il ritorno di “un governo di centro sinistra in Francia cambierebbe l’equilibrio di un’Europa dominata da governi di centro destra”.

Secondo quanto affermato da François Hollande all’occasione del suo primo grande meeting elettorale tenutosi domenica scorsa a Bourges, nei pressi di Parigi, il candidato socialista prevede una separazione delle banche al dettaglio (o banca di credito ordinario) e delle banche d’investimento, il divieto per le banche francesi di operare nei cosiddetti “paradisi fiscali” e l’interdizione pura e semplice di “prodotti finanziari tossici”. Nel discorso di Bourges, inoltre, Hollande, ha promesso chiaramente l’istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie ed ha auspicato la creazione di un’agenzia di rating pubblica europea.

 

Flavia Lucidi