Gianfranco Fini: “Contratto unico a tempo indeterminato e possibilità di licenziare”

 

GIANFRANCO FINI – Ai microfoni di Repubblica Tv il presidente della Camera Gianfranco Fini sembra lontano mille miglia dai toni ‘nazionalisti’ e ‘conservatori’ di diversi anni fa e si dice impegnato per assegnare la cittadinanza ai figli nati in Italia da genitori immigrati dopo aver completato il primo ciclo di studi. Ma la proposta, che viene spedita al governo Monti, rischia di acuire la crisi interna tra Pdl e Carroccio: “Mi auguro che in questa legislatura il Parlamento intervenga, che batta un colpo” e invita a riflettere sulla situazione di migliaia di ragazzini “del tutto simili ai nostri figli e nipoti, anzi identici, se non per il colore della pelle o eventualmente la religione professata”.

E dalla pagina personale di Facebook il leader di Fli parla anche di precariato, crisi e disoccupazione, proponendo un “patto repubblicano per la crescita nei prossimi anni, un “progetto Italia 2020 per la ripresa del Paese“, cui si dovrà affiancare unaq riforma del mercato del lavoro basata sulla cancellazione di “tutti i contratti a termine che creano precarietà e flessibilità esasperate per introdurre un contratto unico a tempo indeterminato con la possibilita’ per le imprese, se le cose vanno male, di licenziare”. E sull’articolo 18, argomento tanto caro ai sindacati e su cui Monti non vorrebbe tabù, ammette:  “Il reale problema non e’ sull’articolo 18 o sui licenziamenti facili, per i quali ovviamente siamo contrari, ma e’ il dramma degli imprenditori che non assumono piu’ i giovani”.

 

Redazione

 

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