Omicidio a Roma, ucciso e poi bruciato. Forse è il secondo killer di Torpignattara

 

ROMA – Regna il mistero sul cadavere trovato carbonizzato ieri mattina in una campagna alla periferia di Roma, sulla via Ardeatina, dove un contadino si è trovato davanti a uno scenario raccapricciante nel suo terreno. Un uomo di identità ancora sconosciuta è stato giustiziato a colpi di pistola, poi il suo corpo è stato dato alle fiamme per far perdere ogni traccia e per saperne di più bisognerà attendere gli accertamenti dei Ris che, innanzitutto, risaliranno al suo Dna per poi confrontarlo con quello di pregiudicati e ricercati. Secondo indiscrezioni ancora da accertare potrebbe trattarsi del secondo marocchino ritenuto autore dell’omicidio del commerciante cinese Zhou Zheng e di sua figlia Joy di nove mesi, uccisi il 4 gennaio scorso a Torpignattara durante una rapina.

L’altro rapitore killer era stato trovato impiccato due settimane fa in un’altra zona di campagna, sebbene gli inquirenti siano più sbilanciati sull’istigazione al suicidio piuttosto che su un suicidio vero e proprio. Invece ieri sulla via Ardeatina gli inquirenti hanno trovato alcuni bossoli di pistola, tracce di sangue e una escavatrice parzialmente bruciata e utilizzata per scavare la fossa dove è stato rinvenuto il cadavere. Tutti gli elementi sono ora al vaglio degli investigatori, mentre sul fronte politico si susseguono polemiche su una città che sta divenendo di giorno in giorno sempre più pericolosa e le istituzioni sembrano non poter far altro che assistere passivamente.

 

Redazione

 

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