Egitto: ancora scontri dopo il massacro di Port Said. Anticipata la tabella di marcia elettorale

EGITTO: OTTO MORTI OGGI NEGLI SCONTRI CON LA POLIZIA – Dopo la strage dello stadio di Port Said continuano in Egitto i disordini causati dallo scontro tra manifestanti e polizia. Teatro delle sommosse è la zona che circonda, a Il Cairo, il ministero dell’Interno, dove gruppi di contestatori stanno assediando l’edificio presidiato da ingenti schieramenti di forze dell’ordine. Solo nella giornata di oggi si sono registrate otto vittime.

Anche all’interno del Parlamento egiziano la tensione è forte. Alcuni parlamentari indipendenti hanno denunciato le pratiche di repressione messe in atto dalla polizia presentando in aula bussolotti da fucile da caccia rinvenuti sui luoghi degli scontri.

Ci si aspetta che le proteste successive alla vicenda di Port Said subiscano un’impennata in concomitanza con l’11 febbraio prossimo, primo anniversario della cacciata del dittatore Hosni Mubarak. I manifestanti hanno annunciato scioperi massicci e pratiche di disobbedienza civile.

Intanto dalle autorità arrivano provvedimenti strategici, adottati nel tentativo di fermare i tumulti. La data di scadenza per presentare le candidature in vista delle presidenziali che si dovranno svolgere in Egitto per designare il governo post- Mubarak, è stata anticipata di un mese. Con questa concessione alle richieste dei manifestanti, i quali pretendono di recarsi al voto entro il prossimo giugno, l’attuale dirigenza del Paese spera di poter assopire la rabbia degli egiziani. Ma già da giovedì, se il rapporto sulla strage di Port Said verrà reso pubblico e, come si prevede, confermerà le violenze esercitate dalle forze di polizia sui tifosi massacrati, la situazione potrebbe esplodere.

 

Nicoletta Mandolini