Processo Eternit: condanna a 16 anni per i due imputati. Risarcimenti milionari


CONDANNE AL PROCESSO ETERNIT – Si è concluso oggi a Torino il processo Eternit. I due imputati, lo svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e il belga Jean Louis Marie Ghislain de Cartier de Marchienne, 19 anni, ex dirigenti della multinazionale svizzera produttrice di amianto, accusati per non aver tutelato la salute dei propri dipendenti, sono stati condannati a 16 anni di carcere, a fronte dei 20 richiesti dal pubblico ministero Raffaele Guariniello. I due erano accusati di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche.

L’inchiesta era partita nel 2003, condotta dalla Procura di Torino sotto la guida del pm Guariniello. La richiesta di condanna per i due imputati era stata portata dalla procura da 12 a 20 anni a causa della continuazione del reato. Il processo di Torino attiene al periodo in cui l’Eternit ha prodotto amianto in Italia, dal 1966 al 1986 (anno in cui la società è fallita), nei quattro stabilimenti di Casale Monferrato (il Comune più colpito), Cavagnolo (Torino) Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli). I morti a causa dell’amianto sono stati più di 2.200, 700 quelli malati di asbestosi. Il tributo più grande l’ha pagato Casale Monferrato con suoi 1.500 morti, tra lavoratori e cittadini contaminati.

Alle parti civili sono stati riconosciuti risarcimenti milionari: 25 milioni di euro al Comune di Casale Monferrato, 20 milioni alla Regione Piemonte, 15 milioni alll’Inail, 4 al Comune di Cavagnolo. Ai familiari delle vittime è stato riconosciuto un risarcimento medio di 30.000 euro ciascuno.

Alla lettura della sentenza alcuni parenti delle vittime della Eternit sono scoppiati a piangere.

L’avvocato Sergio Bonetto, legale che, nel processo Eternit rappresenta il maggior numero di parti civili, ha definito la sentenza di oggi “equilibrata, perché riconosce con chiarezza le responsabilità degli imputati e commina loro una pena notevole”.

L’associazione dei familiari vittime dell’amianto denuncia che 50 persone all’anno muoiono ancora per le malattie contratte dopo aver lavorato alla Eternit. Purtroppo si continua ancora a produrre amianto nel mondo, nei Paesi in via di sviluppo, quali Cina, Brasile, Ucraina, Russia, India, Egitto, Thailandia, Cina e Brasile.

Redazione