Processo Ruby: secondo la Consulta Berlusconi non agì nelle funzioni di Presidente del Consiglio

Berlusconi e Ruby

CONSULTA SU PROCESSO RUBY – La Corte Costituzionale, a differenza del Parlamento, non crede alla storia di Ruby nipote di Mubarak, per questo ha ritenuto che Silvio Berlusconi quando nel maggio del 2010 telefonò alla Questura di Milano per chiedere il rilascio dell’allora minorenne Karima El Mahroug (in arte Ruby), fermata per furto, sostenendo si trattasse della nipote del presidente egiziano Hosni Muabark, non agì nelle funzioni di Presidente del Consiglio e per questo va processato da un tribunale ordinario e non dal Tribunale dei Ministri, come avevano chiesto i legali di Berlusconi e come poi avevano deciso le Camere sollevando il conflitto di attribuzione nei confronti del Tribunale di Milano, titolare dell’inchiesta.

Nella vicenda, l’ex Presidente del Consiglio Berlsuconi è accusato di concussione e prostituzione minorile, reati per i quali è stato rinviato a giudizio con rito immediato il 15 febbraio del 2011.

Nel comunicato che la Consulta ha emesso al termine della camera di consiglio è scritto: “In relazione al conflitto sollevato dalla Camera dei Deputati nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano e del Giudice per le indagini preliminari presso lo stesso Tribunale, la Corte ha respinto il ricorso“.

Il processo Ruby continua pertanto davanti al tribunale di Milano.

La Corte Costituzionale oggi ha respinto anche un analogo ricorso presentato dal Senato nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e del Giudice per l’udienza preliminare dello stesso Tribunale, in relazione a un procedimento a carico dell’ex ministro Clemente Mastella.

Redazione

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