Siria: l’Onu condanna Assad, ma le violenze continuano

Il presidente siriano Bashar al-Assad

SIRIA: CONDANNA ONU – Ieri a New York, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato a larga maggioranza una risoluzione di condanna della repressione violenta messa in atto in Siria dal regime del presidente Bashar al Assad. Hanno votato a favore 138 Paesi (su 193 membri dell’Onu), i contrari sono stati 12 e 17 gli astenuti. La repressione in Siria è in corso dal 15 marzo dello scorso anno, quando scoppiarono le prime rivolte anti-regime sulla scia della Primavera araba. Da allora sono morte oltre 6.000 persone, mentre sono oltre 400 i bambini vittime delle violenze.

Tra i Paesi che hanno votato contro la risoluzione di condanna ci sono, senza sorprese, anche Russia e Cina, che già per due volte avevano bloccato l’approvazione di risoluzione del Consiglio di Sicurezza, apponendo il loro veto. Contrari, in Assemblea, anche Cuba, Venezuela, Nord Corea, Iran e naturalmente la stessa Siria.

La risoluzione di condanna di Bashar al Assad, che si basa su un testo redatto dall’Egitto, in rappresentanza dei Paesi arabi e di altri sostenitori, chiede al governo siriano di cessare gli attacchi contro i civili, riportare l’esercito nelle caserme e collaborare con la Lega araba per garantire una transizione democratica nel Paese. Allo stesso tempo si sollecita l’Onu a nominare un inviato speciale per la Siria. Non si tratta di un documento con potere vincolante, come le risoluzioni approvate dal Consiglio di Sicurezza Onu, ma ha sicuramente un forte peso politico e rappresenta un’ulteriore pressione sul regime di Damasco.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha invitato “le autorità siriane ad ascoltare l’appello della comunità internazionale e la voce del popolo siriano”.

Appello che tuttavia cade nel vuoto, visto che le violenze del regime siriano e soprattutto i bombardamenti sulla città ribelle di Homs sono ripresi anche oggi. “Sono i bombardamenti più violenti degli ultimi 14 giorni”, hanno denunciato gli attivisti siriani alla stampa estera: “Vengono lanciati quattro razzi al minuto“.

Redazione

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