Svezia: divisioni nel governo sul riconoscimento dello stato palestinese

La bandiera palestinese

LA SVEZIA E LO STATO PALESTINESE – Riconoscere ufficialmente lo stato palestinese?La Svezia ne parla: anzi, ne discute animosamente. Un dibattito parlamentare insolitamente acceso è andato infatti in scena al Riksdag, il parlamento svedese. Da una parte l’opposizione di centro-sinistra favorevole al riconoscimento, dall’altra il governo pesantemente criticato e pure diviso al suo interno.

Nell’Alleanza perla Svezia, la coalizione di governo guidata dai moderati del premier Reinfeldt che al 2006 governa il paese, le posizioni non sono univoche. Il Partito di Centro è favorevole al riconoscimento dello stato palestinese, mentre il Partito Popolare Liberale non ne vuole sentir parlare: secondo i deputati del partito, infatti, non si potrà parlare di azioni diplomatiche di questo tipo fino a quando non ci sarà una pace stabile in quelle terre. Argomento che non convince i colleghi di coalizione del Partito di Centro.

E, come scrive lo Stockholm News, i laburisti ne hanno approfittato per accusare il governo di avere posizioni vaghe in materia di politica estera. Cosa che invece i socialdemocratici si vantano di non avere: due stati in Medio Oriente, ecco la soluzione proposta dal principale gruppo di sinistra in Svezia. Secondo i laburisti, il governo si sta facendo influenzare proprio dai ‘falchi’ del Partito Popolare Liberale. Stoccolma non sembra dunque intenzionata a intraprendere la strada verso il riconoscimento dello stato palestinese.

In Europa i primi a farlo sono stati gli islandesi, quando a metà dicembre dell’anno scorso il ministro degli esteri di Reykjavík ha riconosciuto la Palestina come uno stato indipendente e sovrano. Per l’Islanda i confini sono quelli antecedenti alla guerra del 1967.

 

Antonio Scafati