Screenshot della prima pagina del Manifesto del 18 febbraio 2012

DUSTIN HOFFMAN IL MANIFESTO“Un giornale da marciapiede”, questo è il titolo che campeggia sulla prima pagina del Manifesto di oggi con un sorridente Dustin Hoffman che fa il segno della vittoria e stringe in mano una copia del noto quotidiano italiano di sinistra. Il giornale rischia infatti di chiudere, a causa delle recenti restrizioni al sostegno pubblico all’editoria, introdotte dal governo Monti, e che si ripercuotono più gravemente sui piccoli giornali, non finanziati da grossi editori, come banche e gruppi industriali, che stanno invece dietro ai grandi giornali. Un problema, quello del finanziamento dell’editoria, che in un Paese come l’Italia dove poche persone comprano i giornali e con la pubblicità assorbita quasi per intero dalla televisione, rischia di compromettere la libertà di stampa e la libera manifestazione del pensiero (tutelate dall’art. 21 della Costituzione italiana). Non è infatti difficile immaginare che in un mercato editoriale in cui i principali quotidiani sono detenuti da gruppi imprenditoriali e da poche lobbies l’opinione pubblica possa essere fortemente condizionata da un’informazione incompleta, o nei casi peggiori manipolata.

Sicuramente, nella giungla dei contributi all’editoria, una restrizione andava introdotta, sopratutto riguardo ai giornali fantasma di alcuni partiti politici, che hanno intascato finanziamenti pubblici addirittura senza essere mai stati pubblicati. Ma intervenire con l’accetta, come è stato fatto, rischia di compromettere seriamente la libertà di informazione in Italia, già fortemente compromessa. Hanno già chiuso quotidiani come “Terra” e “Liberazione”. Anche non condividendo la linea editoriale o il pensiero politico di un giornale, la pluralità di voci è comunque una garanzia per la democrazia.

Il quotidiano “Il Manifesto” è pertanto corso ai ripari per scongiurare la chiusura e ha trovato nell’attore americano Dustin Hoffman un testimonial d’eccezione. Il titolo con cui il giornale apre oggi richiama un celebre film del 1969, “Un uomo da marciapiede”. Bellissimo e struggente dramma diretto da John Schlesinger, che ha per protagonisti lo stesso Hoffman e Jon Voight (il padre di Angelina Jolie).

La foto di Hoffman è di Luca Celada ed è stata scattata al Four Seasons di Beverly Hills, dove il giornalista si era recato per seguire la conferenza per la stampa estera sulla nuova serie televisiva del network americano Hbo, ideata da David Milch e che ha nel cast attori del calibro di Nick Nolte e Dustin Hoffman. “Il Manifesto” aveva chiesto ai lettori e a personaggi famosi di inviare le proprio foto per una campagna di sensibilizzazione a sostegno del giornale. Così, dopo la conferenza, Celada ha chiesto a Hoffman se voleva prestarsi ad uno scatto e fare da testimonial per il quotidiano. All’avviso che si trattava di un quotidiano di sinistra, Hoffman ha risposto: “Embé? Io non sono mica Charlton Heston”. Così, dopo essere già stato testimonial della Regione Marche, in uno spot in cui ne visitava le bellezze mentre provava a recitare “L’Infinito” di Leopardi in italiano, ecco Hoffman testimonial, questa volta gratuito, di un quotidiano italiano.

Valeria Bellagamba

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