Caso ‘Enrica Lexie’: autorità indiane nascondono la verità, Giulio Terzi invia sottosegretario De Mistura

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

 

 

CASO ENRICA LEXIE – La crisi diplomatica tra Italia e India è ancora in corso, ma la tesi secondo cui i due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, avrebbero sparato ad altezza d’uomo uccidendo i due pescatori, comincia a scricchiolare. Le autorità del Paese asiatico sapevano bene che il mercantile greco ‘Olympic Flair’, molto simile a quello italiano ‘Enrica Lexie’, era stato attaccato dai pirati, ma hanno preferito tacere e correlare l’uccisione dei due pescatori con il presunto attacco subito dalla petroliera italiana.

Secondo indiscrezioni l’attacco al mercantile battente bandiera greca era stato subito segnalato alla Guardia Costiera e al Maritime rescue coordination centre di Mumbai, ma sembra essere rimasta top secret per motivi ancora ignoti, sebbene si possano fare delle ipotesi, alquanto inquietanti. I due pescatori potrebbero essere stati uccisi durante uno scontro a fuoco tra forze di sicurezza locali e i pirati, motivo per cui le autorità avrebbero tenuto nascosto la notizia e incolpato ingiustamente i marò italiani.

Intanto la Procura di Roma ha deciso di avviare una rogatoria internazionale per acquisire le prove che finora le autorità indiane si sono rifutate di consegnare, tra cui i risultati dell’autopsia, i proiettili e la perizia balistica sullo scafo dei pescatori. Inoltre il ministro Giulio Terzi ha inviato a New Delhi il suo sottosegretario Staffan De Mistura che, sottolinea il responsabile della Farnesina, non significa “nessuna escalation”: “Ho invitato alla moderazione dei toni, alla calma e all’attesa… Questo è opportuno in casi del genere – ha detto Terzi – perchè sono esposti due nostri militari che stavano eseguendo un’operazione pericolosa, di pace, nell’interesse della comunità internazionale”.

 

Luigi Ciamburro

 

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