Berlusconi prosciolto al processo Mills, le reazioni

Silvio Berlusconi (Getty Images)

PROCESSO MILLS: BERLUSCONI PROSCIOLTO La X sezione penale del Tribunale di Milano ha prosciolto oggi Silvio Berlusconi per intervenuta prescrizione del reato di corruzione in atti giudiziari di cui era imputato nel processo Mills. “Inutile commentare”, ha dichiarato il Pm Fabio De Pasquale all’uscita dell’aula di tribunale. Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna a cinque anni per Berlusconi. Secondo indiscrezioni, la Procura di Milano starebbe valutando l’impugnazione in appello della sentenza.

Soddisfazione per i legali dell’ex Presidente del Consiglio, gli avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini. “Una prescrizione a Milano per il presidente Berlusconi è un successo, perché gli avversari politici diranno che è uno scandalo”, ha dichiarato l’avvocato Longo. Un successo che, tuttavia non basta, poiché lo stesso Longo ha commentato a caldo, all’uscita del tribunale: “Una sentenza così la impugno tutta la vita”. I due avvocati hanno infatti intenzione di impugnare la sentenza per ottenere l’assoluzione piena di Berlusconi. “Noi abbiamo l’auspicio di avere una assoluzione piena, perché crediamo che il presidente Berlusconi se la meriti”, ha detto Ghedini.

Amaro il commento dell’ex magistrato, ora leader dell’Idv, Antonio Di Pietro: “Ancora una volta la prescrizione salva Berlusconi dalle sue responsabilità“. “Resta, però, il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all’assoluzione ‘per non aver commesso il fatto’ perché, evidentemente, il fatto l’ha commesso eccome“, ha aggiunto Di Pietro. “Anche oggi, come altre volte, tra un rinvio e l’altro, Berlusconi è riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla. Un comportamento, questo, che di regola appartiene ai delinquenti comuni ma, in questo caso, prendiamo atto che si tratta di una persona che era presidente del Consiglio e che si adoperava anche per far fare leggi che riducessero i tempi della prescrizione“, ha concluso l’ex magistrato che fu tra i protagonisti dell’inchiesta di “Mani Pulite”. “Ingiustizia è fatta”, gli ha fatto eco il leader di Sel Nichi Vendola. “Credo che uno degli obbiettivi che sono stati perseguiti con determinazione dalla lobby parlamentare al servizio di Silvio Berlusconi – ha proseguito Vendola –  e cioè sabotare il processo, eliminare i reati, depenalizzare ciò di cui Berlusconi veniva accusato o allungare i tempi del processo per precipitare nella prescrizione, credo che questi siano obbiettivi raggiunti”. “È una pagina molto triste questa di oggi”, ha concluso il leader di Sel.

Del tutto differente la reazione degli esponenti del Pdl. “In un Paese normale il processo Mills non sarebbe mai neppure cominciato, ma il pronunciamento della prescrizione ha almeno riconosciuto che il pervicace tentativo della Procura di Milano di vedere a tutti costi condannato un innocente si era spinto fuori tempo massimo”, ha affermato Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato. Più duro il segretario del Pdl Angelino Alfano, che via Twitter ha commentato: “È finita la folle corsa del PM e il tentativo di taroccare il calcolo della prescrizione pur di ottenere una condanna, solo morale, di Berlusconi”.

Nel calcolo della prescrizione del reato contestato a Silvio Berlusconi, i giudici del Tribunale di Milano sarebbero partiti dalla data dell’11 novembre 1999, giorno in cui sarebbe stata commessa la corruzione dell’avvocato inglese David Mills da parte di Silvio Berlusconi, con la consegna della somma di 600 mila dollari per comprarne la testimonianza nei processi sulle tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian, nei quali fu coinvolta Fininvest, l’azienda di Berlusconi. Stando a questi calcoli il reato si sarebbe prescritto tra il 15 e il 18 febbraio scorso. Il 9 febbraio gli avvocati di Berlusconi ne avevano chiesto il proscioglimento per intervenuta prescrizione. La sentenza del processo Mills avrebbe dovuto essere pronunciata l’11 febbraio scorso, ma è slittata in seguito alla presentazione da parte dei legali di Berlusconi dell’istanza di ricusazione dei giudici del collegio.

Redazione

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