Disastro ambientale nel Golfo del Messico: negli Usa rimandata l’udienza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:02

USA: PROCESSO A BRITISH PETROLEUM RINVIATO – Sarebbe dovuta iniziare oggi l’udienza giudiziaria che servirà a far luce e giustizia sul disastro ambientale che interessò l’area del Golfo del Messico nell’aprile del 2010. Precisamente il 21 di aprile di quell’anno, presso la Deepwater Horizon, piattaforma petrolifera a largo delle coste della Luisiana gestita dalla compagnia inglese British Petroleum, si verificò una violenta esplosione che provocò un incendio e il successivo inabissamento dell’intera piattaforma.

Nell’incendio persero la vita 11 operai e dalla struttura affondata, nella quale non funzionarono correttamente le valvole di sicurezza presenti, iniziò la fuoriuscita del petrolio. Il greggio si disperse in mare per i 106 giorni successivi all’esplosione, senza che nessuno riuscisse a riparare il danno. Ciò provocò il più grave sversamento di materiale inquinante nelle acque del golfo e diede origine al più grande disastro ecologico nella storia degli USA.

L’inizio del processo, che era previsto per oggi a New Orleans, è stato rimandato per decisione delle parti in causa, le quali hanno ritenuto necessario dare ulteriore tempo ai legali. L’udienza, storica per l’entità dell’evento su cui i giudici si apprestano ad esprimere il loro parere, sarà seguitissima dalla stampa americana ed internazionale.

Tutti i numeri finora resi noti riguardo al processo lasciano presupporre l’importanza e le ripercussioni della sentenza. Solamente agli interventi iniziali, secondo quanto dichiarato dal magistrato che presidierà la corte, Carl Barbier, dureranno 6 ore e 40 minuti. Numerose sono le parti dichiaratesi lese che parteciperanno al processo e si prevede che ognuna possa arrivare rimborsi in denaro per il danno subito pari a 25 miliardi di dollari. Si potrebbe profilare una condanna epocale per le compagnie ritenute responsabili del disastro: British Petroleum e Transocean.

 

Redazione