Liberalizzazioni: continua l’iter, ancora vivo il nodo delle farmacie

Insegna farmacia

LIBERALIZZAZIONI – Giornata importante in Commissione Industria del Senato, continua l’iter sul decreto liberalizzazioni. Oggi infatti saranno esaminati gli emendamenti più ‘scomodi’ inerenti le liberalizzazioni e la situazione più calda è indubbiamente quella riguardante le farmacie. Il testo del governo fisserebbe infatti a 3.300 il numero massimo di nuove aperture, mentre invece il Pdl ne chiede 3.500. Inoltre l’annosa questione è incentrata anche sul cosiddetto ‘delisting’ (cancellazione di un titolo azionario dal listino) dei farmaci di fascia c. In attesa di voto, anche i tassisti sono in attesa di sapere se presto saranno i Comuni e le Regioni (quindi non l’Autorità) a fissare il numero di licenze da emettere.

Oltre a farmacie e taxi, anche le banche, tutt’altro che contente stanno aspettando di sapere circa la volontà del governo di cancellare le spese dei conti correnti agli anziani e di abolire le commissioni sui pagamenti effettuati con bancomat presso le pompe di benzina. Come se questo non fosse sufficiente i lamenti delle banche sono rivolti anche alla possibilità che presto i clienti, nella stipula dei mutui, potranno portarsi l’assicurazione. In merito Adusbef e Federconsumatori hanno spiegato: “Gli istituti di credito si sentono colpiti da alcuni obblighi introdotti da Salva Italia e liberalizzazioni che avrebbero prodotto costi di 1 miliardo di euro l’anno: lamentazioni indecenti dei banchieri, che hanno ottenuto vantaggi enormi dal Governo e dalla Bce”.

In attesa di voto, anche i tassisti sono in attesa di sapere se presto saranno i Comuni e le Regioni (quindi non l’Autorità) a fissare il numero di licenze da emettere.

Tra gli articoli ancora da approvare c’è anche quello della nuova Ici (Imu) per gli stabili non adibiti a culto, di proprietà della Chiesa cattolica.

Redazione online

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