Siria: Assad annuncia elezioni a maggio, ma le violenze non si fermano

Il presidente siriano Bashar al-Assad

SIRIA: ELEZIONI A MAGGIO – Il Presidente Bashar Al Assad ha annunciato oggi l’indizione di elezioni politiche in Siria per il 7 maggio prossimo. L’annuncio, tuttavia, non è stato accolto come un segno di apertura, né dall’opposizione siriana né dalla comunità internazionale, che hanno parlato di farsa. Le violenze e i massacri in Siria, infatti, non si fermano. Dal Paese giungono ogni giorno immagini sempre più raccapriccianti di morti e feriti, molti dei quali bambini: ieri sono state diffuse le foto sconvolgenti di cadaveri ammassati di donne e bambini, trucidati a Homs. A maggior ragione le ultime dichiarazioni di Assad appaiono poco credibili.

Da parte sua, la Russia, che finora ha ostacolato due risoluzioni all’Onu per condannare le violenze in Siria, è tornata a chiedere con forza il cessate il fuoco immediato, come già aveva fatto alcuni giorni fa dopo un incontro con la Lega Araba. Il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e i Ministri degli Esteri della Lega Araba stanno tentando di convincere il governo siriano ad ammettere nel Paese osservatori indipendenti internazionali (dopo il fallimento della missione della Lega Araba tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012), che vigilino sulla cessazione delle violenze da qualunque parte provengano, sia dalle forze del regime che da quelle ribelli. “L’obiettivo è che le due parti comprendano che ci sono degli osservatori indipendenti per sorvegliare la realizzazione di questa esigenza, e noi formuleremo la richiesta di un cessate il fuoco immediato” ha detto Lavrov.

Nel frattempo, però, continua la tragica conta dei morti. Oggi, almeno 22 membri delle forze di sicurezza siriane sono stati uccisi durante i combattimenti in due distinti attacchi da parte dei ribelli nella città di Maaret al-Nooman, nella provincia ribelle di Idlib, e in quella di Dael, in provincia di Daraa. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano dei diritti umani.

Le violenze in Siria sono scoppiate con le prime rivolte anti-regime, sorte sulla scia della Primavera araba, quasi un anno fa, il 15 marzo 2011. Da allora, secondo le Nazioni Unite, sono state uccise oltre 8.000 persone, con un’escalation nella repressione da parte del governo di Assad che si è intensificata negli ultimi mesi.

Redazione

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