Finlandia, disoccupazione e spesa pubblica: ecco l’agenda economica di Helsinki

Jyrki Katainen, Primo Ministro della Finlandia (Getty Images)

LA FINLANDIA E LA CRISI ECONOMICA – Tra tagli alla spesa pubblica, disoccupazione e una macchina economica che stenta a riprendere ritmo, la Finlandia ha molto a cui pensare. E il primo ministro Katainen ha un’agenda piena zeppa di priorità. Cominciamo dalla spesa pubblica. Il premier esclude tagli lineari, ma ricorda a tutte le parti in causa che lo Stato dovrà necessariamente spendere meno.

Qualcosa andrà tagliato. E su questo sarà probabilmente complicato trovare una sintesi tra i tanti partiti che compongono il governo. La grande sfida resta quella di riuscire a stimolare la ripresa economica: e su questo Katainen non si nasconde, convinto che l’obiettivo principale del suo esecutivo sia quello di trovare la strada per una crescita sostenibile.

Capitolo disoccupazione. Difficile essere ottimisti, considerato che quelli in cerca di lavoro entro l’anno raggiungeranno (e molto probabilmente supereranno) l’8% della popolazione. Un dato in crescita, visto che un anno fa erano il 7,4%. Il Ministero del Lavoro considera inevitabile un incremento della disoccupazione: un’inversione di tendenza non potrà esserci fino a quando la cornice economica in cui è calatala Finlandia non riprenderà a essere positiva.

Qualche nota lieta secondo il Ministero comunque c’è: sono calati i licenziamenti, soprattutto se si considera i numeri degli anni scorsi. Nel2008, acrisi incominciata, furono 90.000 i rapporti di lavoro interrotti; stavolta le persone licenziate sono state 30.000. Lauri Ihalainen, ministro del Lavoro nel governo di Helsinki, non si sbilancia però nel fare previsioni su quello che sarà il comportamento delle aziende nel prossimo futuro: e l’allarme, dunque, persiste.

 

Antonio Scafati