Portogallo: Paese bloccato per sciopero contro la riforma del lavoro

SCIOPERO IN PORTOGALLO – In Portogallo oggi una nuova giornata di sciopero generale sta bloccando le attività e la circolazione del Paese. Indetta dal Cgtp (Confederação Geral dos Trabalhadores Portugueses), il più importante sindacato locale, la protesta sta creando consistenti disagi alla viabilità ed ha portato ad astenersi dal lavoro migliaia di cittadini: la linea metropolitana lisbonese è completamente ferma, così come il servizio di trasporto marittimo sul fiume Tago, autobus e treni  su tutto il territorio nazionale effettuano solo le tratte minime.

Arménio Carlos, a capo dell’organizzazione sindacale, aveva annunciato lo sciopero durante il febbraio scorso, quando alcuni membri del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea avevano fatto visita al Portogallo richiedendo all’esecutivo del Paese di applicare tagli alla spesa e riformare il mercato del lavoro. “Questi signori si comportano come dei robot. Sono venuti qui con una missione e, potete starne certi, la missione non è quella di aiutare il Portogallo. Sono qui per aiutare i mercati”, aveva dichiarato Carlos al momento di proclamare la protesta.

In Portogallo, tanto quanto sta accadendo proprio in questo momento in Italia, il governo sta tentando di far passare in Parlamento un provvedimento legislativo, voluto dalle autorità della finanzia europea, che prevede di apportare delle modifiche consistenti ed epocali alle norme che regolano il sistema lavorativo. Soprattutto le clausole che istituiscono meccanismi di tutela per i lavoratori e gli impiegati sono messe in discussione dal cosiddetto “pacchetto lavoro” .

Abolizione di strumenti di salvaguardia contro il licenziamento selvaggio, calo nel pagamento delle ore di straordinario; stop ai procedimenti di contrattazione sindacale collettiva; aumento delle tipologie contrattuali che legittimano il lavoro precario. Questi sono alcuni dei punti inseriti nel pacchetto contro cui i cittadini portoghesi stanno protestando in massa. Tante sono le analogie con la situazione italiana.

 

Redazione online