Riforma del lavoro, Pier Luigi Bersani: “Il testo va cambiato”. Anche la Uil chiede modifiche

Pier Luigi Bersani (Getty Images)

 

 

RIFORMA DEL LAVORO – Oggi a Palazzo Chigi è il giorno della verità per la riforma del mercato del lavoro, con la Cgil che ha preannunciato 16 ore di sciopero, di cui 8 ore per lo sciopero generale e 8 ore per assemblee, per dire no alla modifica dell’articolo 18 che sembra gravitare intorno a sè tutte le attenzioni. In un contesto socio-politico che promette di riscaldarsi ulteriormente nei prossimi giorni è intervenuto nuovamente il presidente Giorgio Napolitano, preoccupato come non mai a tenere a bada reazioni e inquietudini dei protagonisti in campo. La riforma stilata dall’esecutivo tecnico, ha detto a gran voce il capo dello Stato preoccupato per le possibili conseguenze derivanti dalla rottura con la Cgil, non deve essere identificata soltanto con l’articolo 18 e apre la possibilità a piccole modifiche una volta che la bozza passerà in Parlamento.

Pier Luigi Bersani si schiera dalla parte di Susanna Camusso e fissa dei paletti ancor prima che la riforma passi alla Camera e al Senato, in primis per difendere l’onore e la coesione del Pd, pur sapendo che il partito rischia un’insanabile frattura al momento del voto: “Io non accetto che Monti dica prendere o lasciare, è chiaro che noi votiamo quando siamo convinti, il testo va cambiato”, parole che riecheggiano quelle di Rosy Bindi: “Questo governo può andare avanti se rispetta la dignità di tutte le forze che lo sostengono”.

Nel frattempo anche la Uil di Luigi Angeletti sembra orientata a respingere una riforma del lavoro ‘anomala’ e promette il proprio consenso solo a patto di alcune modifiche, come in materia di articolo 18, dove si chiede che venga prevista una verifica dei sindacati sulle motivazioni dei licenziamenti economici: “Noi abbiamo dichiarato – ha detto Angeletti – che avremmo dato il nostro giudizio positivo a seguito dell’introduzione di modifiche al documento presentato dal governo. Le modifiche non le abbiamo ottenute e nel momento in cui le otterremo, ci sarà un giudizio positivo”. Ma Per Giovanni Centrella dell’Ugl e Raffaele Bonanni della Cisl la riforma del lavoro può andare bene anche così…

 

Luigi Ciamburro

 

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